Bancarotta fraudolenta e documentale: condanna a 3 anni per l’amministratore della Karv Srl

I giudici hanno riconosciuto per l’imprenditore Roberto Calogiuri, 33enne di Lizzanello, le attenuanti generiche e ciò ha comportamento un abbassamento della pena, visto che il pm aveva invocato una condanna a 6 anni. Il collegio ha anche disposto l’interdizione dall’attività.

Arriva una condanna a tre anni per il reato di bancarotta, nel processo a carico dell'amministratore unico della Karv Srl. La società specializzata nella costruzione di edifici residenziali è stata dichiarata fallita dal tribunale di Lecce il 19 gennaio del 2013.  Il collegio della seconda sezione penale, presidente Pasquale Sansonetti, a latere Annalisa De Benedictis e Marcello Rizzo, ha ritenuto l'imprenditore Roberto Calogiuri – 33enne di Lizzanello – colpevole dei reati di bancarotta fraudolenta e documentale. I giudici hanno riconosciuto per l'imputato le attenuanti generiche e ciò ha comportamento un "abbassamento" della pena ( il pm Roberta Licci aveva invocato una condanna a 6 anni).

Il collegio ha anche disposto, come pena accessoria, l'interdizione dall'attività imprenditoriale per la durata di cinque anni. Invece, il difensore dell'imputato, l'avvocato Fulvio Pedone ha chiesto l'assoluzione dell'imprenditore "per non aver commesso fatto". Il legale ha sottolineato la mancanza di responsabilità da parte di Roberto Calogiuri, poiché egli pur risultando amministratore unico della Karv, non era l'amministratore di fatto (questo ruolo era ricoperto dal padre nel frattempo deceduto e comunque mai imputato). Questi aspetti sarebbero stati confermati, secondo la difesa, anche durante il dibattimento, attraverso svariate testimonianze come quella del commercialista che avrebbe dichiarato di avere incontrato Roberto Calogiuri soltanto due volte, senza che lo stesso fosse a conoscenza della situazione debitoria dell'azienda.
 
Invece, secondo il titolare dell'inchiesta, la dr.ssa Francesca Miglietta, egli avrebbe distratto nelle vesti di amministratore unico, la somma di 150mila, nel periodo compreso tra il 2008 ed il 2009.  Calogiuri risponde anche del reato di bancarotta documentale, poiché secondo la Procura avrebbe occultato i documenti contabili, impedendo di ricostruire il "movimento d'affari" dell'azienda, anche nel rapporto con i "fornitori", per un valore di 126mila euro.


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