Studente umiliato e usato come ‘cancellino’: chiesto il rinvio a giudizio per il compagno di classe

Lo studente 17enne risponde di percosse e atti persecutori. L’udienza preliminare è stata fissata per il 14 gennaio, dinanzi al Gup del Tribunale dei Minorenni.

La Procura chiede il rinvio a giudizio di un giovane studente, accusato di atti di bullismo nei confronti di un compagno di classe. L’udienza preliminare è stata fissata per il 14 gennaio prossimo dinanzi al gup Ada Colluto, del Tribunale dei Minorenni.

In quella sede, la pubblica accusa o la difesa dell’imputato potrebbero anche proporre al giudice la messa alla prova. Le parti avrebbero, in quel caso, la possibilità di chiedere un “programma di trattamento”, di concerto con i servizi sociali (ad esempio attività di pubblica utilità), per consentire la sospensione del processo e l’eventuale estinzione del reato, nel caso in cui il “percorso” intrapreso dal ragazzo, dovesse andare a buon fine.

Nelle scorse ore, il pubblico ministero Imerio Tramis della Procura dei Minori ha notificato l’avviso di conclusione nei confronti di un 17enne di Salice Salentino. Risponde delle ipotesi di reato di percosse e atti persecutori. Il pm ritiene che il ragazzo fosse consapevole degli “atteggiamenti prevaricatori” verso il compagno di classe.

Il giovane studente è stato già ascoltato durante le indagini. Assistito dagli avvocati Cristian Gabellone e Marco Elia, ha chiarito la propria posizione, sottolineando come non vi sia stato mai alcun atto di bullismo nei confronti del compagno di classe. Il giovane, assieme ad altri coetanei (non indagati), avrebbe partecipato ad un gioco di cui era a conoscenza anche la presunta vittima. Inoltre, ritiene la difesa, non vi sarebbe alcuna prova del fatto, che lo studente fosse stato preso a calci e pugni. I ragazzi avrebbero semplicemente “mimato” il gesto e lo scherzo sarebbe stato poi filmato da un compagno di classe (anche in questa caso, d’accordo con lo studente immortalato dietro la lavagna).

L’ascolto della vittima

Anche la presunta vittima di bullismo, un 17enne dell’istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” di Lecce, è stato sentito alla fine di aprile. Quel giorno, non si è più tenuto il consiglio di classe straordinario previsto in giornata. Poco prima che iniziasse, intorno alle 16:30, i Carabinieri si sono infatti presentati a scuola, chiedendo di annullare il Consiglio, poiché il pm intendeva prima ascoltare lo studente.

Il ragazzo assistito dagli avvocati Giovanni Montagna e Giorgio Pasca ha risposto alle domande del magistrato inquirente, confermando le accuse. L’ascolto è durato oltre un’ora e si è svolto presso la caserma dei carabinieri.

L’inchiesta

Nel mese di aprile è stata infatti aperta un’inchiesta. La vicenda, dal grande clamore mediatico, è venuta fuori, attraverso un video realizzato da un compagno di classe della presunta vittima di bullismo, poi consegnato alla madre del ragazzo.

Fino a quel momento, il 17enne avrebbe nascosto i lividi delle umiliazioni subite, trovando delle scuse per quelle piccole ferite su braccia e gambe che si era “procurato in palestra”, almeno così diceva. Alla mamma che gli chiedeva spiegazioni quando ha scoperto il video-choc delle presunte violenze subite in classe ha cercato di minimizzare. Alla fine sarebbe crollato e avrebbe confidato quello che viveva ogni giorno tra i banchi di scuola. Non c’è solo l’episodio immortalato con lo smartphone. Il ragazzo, in base a quanto denunciato nell’esposto presentato in Procura, sarebbe anche stato usato come “cancellino” umano per pulire la lavagna con la maglietta. Anche questo fatto sarebbe stato ripreso in un breve filmato.



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