Studente usato come “cancellino”? Compagno di classe a processo con il rito abbreviato

Il 17enne di Salice Salentino che sarà giudicato con il rito abbreviato risponde, secondo la Procura, delle ipotesi di reato di percosse e atti persecutori.

Chiede ed ottiene di essere giudicato con il rito abbreviato lo studente accusato di atti di “bullismo” nei confronti di un compagno di classe.

Nelle scorse ore, è proseguita l’udienza preliminare dinanzi al gup Lucia Rabboni del Tribunale dei Minorenni. Gli avvocati Cristian Gabellone e Marco Elia, legali del 17enne di Salice Salentino, hanno rinunciato alla richiesta di “messa alla prova” (programma di trattamento di concerto con i servizi sociali), optando per il processo con giudizio abbreviato che si aprirà il prossimo 8 luglio. Erano presenti in aula anche la presunta vittima, assistita dagli avvocati Giovanni Montagna e Giorgio Pasca, ed il pubblico ministero Imerio Tramis della Procura dei Minori.

Nella scorsa udienza, il giudice aveva invece “invocato” una sorta di conciliazione tra le parti. Dunque, un confronto tra i due studenti sulla tanto chiacchierata vicenda.

Il 17enne risponde, secondo la Procura, delle ipotesi di reato di percosse e atti persecutori. Il pm ritiene, infatti, che il ragazzo fosse consapevole degli “atteggiamenti prevaricatori” verso il compagno di classe.

Il giovane studente, ascoltato durante le indagini, ha chiarito la propria posizione, sottolineando come non vi sia stato mai alcun atto di bullismo nei confronti del coetaneo. Il giovane, assieme ad altri compagni (non indagati), avrebbe partecipato ad un gioco di cui era a conoscenza anche la presunta vittima.

L’inchiesta

Anche la presunta vittima di bullismo, un 17enne dell’istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” di Lecce, è stato sentito alla fine di aprile. Il ragazzo ha risposto alle domande del magistrato inquirente, confermando le accuse.

Nel mese di aprile è stata aperta un’inchiesta. La vicenda, dal grande clamore mediatico, è venuta fuori, attraverso un video realizzato da un compagno di classe, poi consegnato alla madre del ragazzo.

Fino a quel momento, il 17enne avrebbe nascosto i lividi delle umiliazioni subite, trovando delle scuse per quelle piccole ferite su braccia e gambe che si era “procurato in palestra”.

Non ci sarebbe solo l’episodio immortalato con lo smartphone. Il ragazzo, in base a quanto denunciato nell’esposto, sarebbe anche stato usato come “cancellino” umano per pulire la lavagna con la maglietta. Anche questo fatto sarebbe stato ripreso in un breve filmato.



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