di A.C.
Una condanna e due assoluzioni, al termine del processo di primo grado sulla presunta aggressione a sfondo omofobo al titolare di un pub a Leverano. Il giudice Elena Coppola, nelle scorse settimane, ha condannato ad 1 anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa) S. M. S., 75enne commerciante di Carmiano, per lesioni personali con l’aggravante della finalità di discriminazione e di odio. Per lui è arrivata l’assoluzione per l’ipotesi di violenza privata.
Sono stati assolti da ogni accusa, l’agente di polizia penitenziaria P.C., 54 anni, di Santa Maria Capua Vetere (in provincia di Caserta) e A. E. D, 64enne, imprenditore di Leverano, difeso dall’avvocato Andrea Sambati. La presunta vittima si era costituita parte civile con l’avvocato Francesco Cazzato. Gli altri due imputati sono difesi dall’avvocato Antonio Piccolo e per S.M.S. potrà fare ricorso in Appello.
I fatti risalgono al 25 agosto del 2021 e si sarebbero verificati all’interno di un pub di Leverano. In base a quanto ricostruito dagli inquirenti, i tre individui avrebbero fatto ingresso nel locale, in tarda serata. E ad un certo punto S.M.S. si sarebbe rivolto al titolare del pub con frasi del tipo: “Facci da bere… la cosa più costosa che avete, anche se siete uomini a metà visto che siete gay”. E poi: “Sono orgogliosamente fascista. L’Italia va avanti grazie a noi e non a voi froci”. Il malcapitato avrebbe allora chiesto ai tre avventori di lasciare il locale. E sempre S.M.S. gli avrebbe tirato due schiaffi in faccia, mentre P.C. lo avrebbe afferrato alle spalle e spinto in un angolo, facendogli sbattere il viso contro il muro. Invece, A.E.D. avrebbe assistito alla scena, senza fare nulla per impedire il compiersi del pestaggio. Il titolare del pub rimediò una serie di lesioni poi giudicate guaribili in quindici giorni.
Si attendono (entro 90 giorni) le motivazioni della sentenza.





