Un’attività investigativa durata mesi, fatta di osservazioni, controlli e riscontri sul territorio, ha portato i Carabinieri a stringere il cerchio su una 35enne, residente a Tricase, volto già conosciuto alle Foze dell’Ordine. Nelle scorse ore, infatti, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Tricase, con il supporto della locale Stazione, hanno bussato alla porta della sua abitazione per consegnarle un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce. Il motivo? Una casa trasformata, secondo gli investigatori, in un punto di riferimento per lo spaccio nonostante gli arresti domiciliari. Stando a quanto ricostruito, la donna, già ai domiciliari dal gennaio 2025 nell’ambito dell’operazione “Sud Est”, avrebbe commesso numerose violazioni delle prescrizioni imposte dall’Autorità Giudiziaria.
L’indagine dei Carabinieri
Come documentato dai servizi di osservazione, effettuati anche durante le ore notturne dai militari del Norm, la 35enne, nonostante fosse sottoposta alla misura restrittiva, avrebbe continuato a ricevere numerose persone presso la propria abitazione. Non semplici visitatori, ma consumatori di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito, insomma, avrebbe trasformato la propria abitazione in un punto di spaccio, effettuando numerose cessioni ad
assuntori provenienti anche dai comuni limitrofi.
Nel corso delle indagini sarebbe stata inoltre accertata un’evasione dal domicilio, elemento che ha contribuito alla richiesta di aggravamento della misura cautelare.
Nuovi domiciliari con braccialetto elettronico
Alla luce degli elementi raccolti, il G.I.P. del Tribunale di Lecce ha disposto una nuova misura degli arresti domiciliari con controllo mediante braccialetto elettronico.
Dopo le formalità di rito, la 35enne è stata ricondotta presso la propria abitazione, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’operazione conferma il costante monitoraggio svolto dai Carabinieri sul rispetto delle misure cautelari e sull’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio salentino.
Si ricorda che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell’indagata potrà essere accertata soltanto con sentenza definitiva di condanna, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.






