Tutto è iniziato con un controllo di routine. Un’auto fermata dai Carabinieri, alcuni elementi ritenuti sospetti e una serie di verifiche che, passo dopo passo, hanno permesso agli investigatori di ricostruire un episodio di furto in abitazione e di arrivare all’arresto di una donna di 39 anni.
La misura cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, è stata eseguita dai Carabinieri della Stazione di Ruffano nei confronti della donna, originaria dello stesso comune e domiciliata presso una comunità del Salento.
L’indagine è legata a un furto in abitazione avvenuto lo scorso 10 luglio a Casarano, ma gli sviluppi investigativi sono partiti durante un servizio di controllo del territorio. Una pattuglia della Stazione Carabinieri di Ruffano aveva fermato un’auto “sospetta”, trovando al suo interno modiche quantità di sostanza stupefacente, propabilmente cocaina e hashish, insieme al materiale utilizzato per il confezionamento e al consumo della droga. Il conducente era stato denunciato alla Procura della Repubblica di Lecce.
Gli investigatori hanno poi concentrato l’attenzione sulla donna che, poco prima, si trovava a bordo della stessa vettura e che era stata notata aggirarsi con fare sospetto nelle vicinanze di alcune abitazioni della zona.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno consentito ai Carabinieri di rintracciarla poco dopo. Durante i controlli è stata trovata in possesso di una fotocamera reflex risultata rubata in un precedente furto avvenuto a Ruffano. L’apparecchio è stato recuperato e restituito alla proprietaria, mentre la donna è stata denunciata per ricettazione e furto in abitazione.
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini hanno successivamente portato il G.I.P. a emettere la misura cautelare eseguita nelle scorse ore.
Durante il trasferimento verso la Casa Circondariale di Lecce, la trentanovenne ha accusato un malore. Dopo l’intervento del personale del 118 è stata trasportata all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Al termine degli accertamenti sanitari è stata dimessa e accompagnata in carcere, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’operazione conferma il ruolo dei controlli sul territorio, spesso determinanti per avviare indagini che consentono di ricostruire reati predatori e recuperare la refurtiva sottratta alle vittime.
Anche in questo caso il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagata potrà essere accertata esclusivamente con una sentenza definitiva di condanna.






