“Pizzicato” con un chilo di marijuana: condanna a 2 anni e 4 mesi per Fausto Nicolì

Il giudice monocratico ha anche revocato i domiciliari. Ricordiamo che il 51enne di Patù venne ingiustamente coinvolto da Lucio Marzo, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Noemi Durini.

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Venne “pizzicato” con un chilo di marijuana e poi arrestato dai carabinieri. Nei giorni scorsi, è arrivata la condanna per Fausto Nicolì, il 51enne meccanico di Patù noto alla cronaca locale per essere stato ingiustamente coinvolto da Lucio Marzo nell’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia uccisa dal suo fidanzato.

Il giudice monocratico Maddalena Torelli gli ha inflitto la pena di 2 anni e 4 mesi (concesse le attenuanti generiche), disponendo anche la revoca dei domiciliari. In precedenza, il vpo d’udienza ha invocato la pena di 4 anni.

L’imputato rispondeva del reato di detenzione ai fini di spaccio. Fausto Nicolì è assistito dal legale Luca Puce.

L’arresto

Il 6 luglio scorso, Fausto Nicolì quando ha ‘notato’ gli uomini in divisa, grazie alle telecamere di videosorveglianza installate nella sua abitazione, ha tentato la fuga in sella ad uno scooter privo di assicurazione, nonostante la patente gli fosse stata ritirata. La corsa a tutta velocità è durata poco. Fermato dai Carabinieri è finito in manette perché è stato trovato con un chilogrammo di marijuana.
Per l’uomo si sono aperte le porte del Carcere di Lecce, come disposto dal pm Giovanni Gallone.

L’interrogatorio

Nell’udienza di convalida dell’arresto, Nicolì ha sostenuto con fermezza di non avere nulla a che fare con lo spaccio, ma ha dichiarato di essersi soltanto prestato a trasportare la droga da una località all’altra.
Al termine dell’interrogatorio, il gip Carlo Cazzella ha convalidato l’arresto, ma ha concesso al 51enne i domiciliari.



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