“Nessuno scrupolo verso le famiglie più bisognose”, le parole del Riesame su Pasquale Gorgoni

È quanto emerge nell’ordinanza, con cui viene confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti dell’ex dirigente di Palazzo Carafa nell’inchiesta case popolari.

“…Ma i politici sono fatti così… fanno clientelismo… vogliono il riscontro delle persone“. È uno dei passaggi dell’ordinanza del Tribunale del Riesame (Presidente Silvio Piccinno, relatore Pia Verderosa, a latere Anna Paola Capano), con cui viene confermata la misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti di Pasquale Gorgoni. Frase che dimostra come: “era perfettamente consapevole della finalità elettorale perseguita dai politici, quando emetteva provvedimenti contrari ai doveri d’ufficio”.
Il Riesame si sofferma sui rapporti intercorsi con Monosi e Torrricelli. Quest’ultimo, grazie a Gorogni che predisponeva gli atti, avrebbe ottenuto il voto di un gruppo di persone individuato da Monica Gaetani ( “collettore di voti”per Torricelli) i cui nomi venivano riportati in una lista. Infine per verificare il “ritorno elettorale”, l’ex presidente del consiglio comunale chiedeva alla Gaetani di far votare gli elettori con specifiche modalità. A conferma di tale tesi venne anche sequestrata un’agenda alla Gaetani, in cui molti nominativi risultavano iscritti nelle sezioni elettorali in cui sono stati rinvenuti i voti a favore di un candidato indicato da Torricelli.
Risulta poi emblematica, la vicenda dell’interessamento dei politici, con la complicità di Gorgoni, alla situazione abitativa di Vanessa Tornese ( occupante abusiva di un alloggio popolare ed indagata nell’inchiesta Estia). Gorgoni, ascoltato nel corso dell’interogatorio relativo all’inchiesta dell’Antiracket Salento, riferisce ai pm : “Sicuramente vi era un forte interesse da parte di Torricelli credo possa essere di natura elettorale”.
Infine, il giudice estensore richiama un‘intercetazione ambientale a seguito della perquisizione dell’ufficio casa, in cui risulta essere presente anche Paolo Rollo ( dirigente dell’ufficio casa).

Rollo: Che cos’è

Gorgoni: cos’è dell’ufficio casa… tutte le malefatte… però glielo detto io

E più avanti, Gorgoni afferma “lo spirito era quello di liberare… gli alloggi parcheggio… di fare in modo che si liberassero, però…s tai istituzionalizzando un’occupazipne senza titolo… perché sono decorsi i due anni… l’occupazione diventa senza titolo per quegli alloggi, no? “.
Gorgoni in diverse conversazioni sollecitava gli interlocutori a fare attenzione: “Per telefono non puoi parlare, andiamo carcerati”.

Le esigenze cautelari

A conclusione dell’ordinanza, il Riesame si sofferma sulle esigenze cautelari. Occorre ricordare che nell’udienza camerale delle scorse settimane, la difesa di Gorgoni, rappresentata dall’avvocato Amilcare Tana, aveva chiesto l’annullamento della misura degli arresti domiciliari. In quella sede avevano discusso anche i pubblici ministeri Massimiliano Carducci e Roberta Licci.
I giudici della Tribunale delle Libertà hanno, però, rigettato anche le richieste della difesa, poiché “sussiste il pericolo dell’inquinamento probatorio e il pericolo di commissione di reati della stessa specie”.

I giudici parlano poi di “pericolo della reiterazione del reato”, poiché “allo scopo di favorire le persone del bacino elettorale dei sodali non si è fatto alcuno scrupolo di pregiudicare persone più bisognose e che da anni attendevano l’assegnazione di un alloggio , utilizzando una gradutoria parallela a quella ordinaria e totalmente illegittima ”.



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