Coronavirus, 250 casi positivi in Puglia. 47 in provincia di Lecce

Sono questi i contagi riportati nel bollettino epidemiologico della Regione Puglia che monitora l’andamento dell’epidemia.

Con 50 positivi ogni 100mila abitanti, la Puglia può cominciare il conto alla rovescia per la zona bianca. Per passare alla fascia di rischio più bassa che prevede regole meno rigide per frenare la diffusione del virus l’incidenza dei contagi non dovrà superare questo “tetto” per tre settimane consecutive.

A conti fatti, insomma, a metà giugno la regione potrebbe cambiare colore. Del resto, i numeri legati alla pandemia sono più che incoraggianti: ogni giorno sono sempre meno i nuovi casi di Coronavirus contati nel bollettino epidemiologico come anche i ricoveri in Ospedale. In terapia intensiva, secondo l’Agenas, la percentuale di posti letto occupata dai pazienti Covid è scesa al 14% (-1%), mentre nei reparti di area medica il tasso di occupazione ha toccato il 18% (-1%).

Nel report di oggi, su 7.834 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus sono stati registrati 250 casi positivi: 51 in provincia di Bari, 49 in provincia di Brindisi, 46 nella provincia BAT, 40 in provincia di Foggia, 47 in provincia di Lecce, 13 in provincia di Taranto, 1 caso di residente fuori regione, 3 casi di provincia di residenza non nota.

Sono stati registrati 10 decessi: 1 in provincia di Bari, 1 in provincia di Brindisi, 1 in provincia BAT, 3 in provincia di Lecce, 4 in provincia di Taranto.

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 2.476.807 test. 216.803 sono i pazienti guariti. 26.629 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 249.918, così suddivisi:

  • 94.391 nella Provincia di Bari;
  • 25.157 nella Provincia di Bat;
  • 19.196 nella Provincia di Brindisi;
  • 44.687 nella Provincia di Foggia;
  • 26.367 nella Provincia di Lecce;
  • 38.936 nella Provincia di Taranto;
  • 797 attribuiti a residenti fuori regione;
  • 387 provincia di residenza non nota.

I Dipartimenti di prevenzione delle Asl hanno attivato tutte le procedure per l’acquisizione delle notizie anamnestiche ed epidemiologiche, finalizzate a rintracciare i contatti stretti.

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