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“Siamo usciti per comprare le mascherine” o “sto andando in cantiere (in realtà chiuso)”: tutte scuse! 10 nei guai

by Redazione
13 Marzo 2020 15:12
in Cronaca
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Se la maggior parte dei salentini hanno capito che ‘restare a casa’ salva la vita perché spezza la diffusione dei contagi, c’è ancora qualcuno che di rimanere ‘chiuso’ tra quattro mura proprio non ne vuole sapere. Eppure, chi non rispetta le regole che limitano gli spostamenti all’indispensabile rischia di beccarsi una multa se ‘controllato’. Cosa non remota visto che le forze dell’ordine sorvegliano le strade della città.

Nelle ultime ore, ad esempio, gli agenti della Questura hanno ‘monitorato’ il comportamento di numerosi cittadini per verificare il rispetto, da parte di tutti, delle prescrizioni imposte dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’11 marzo 2020. I numeri dei controlli svolti nelle ultime 24 ore sono importanti e rendono l’idea di come qualcuno abbia preso un po’ sottogamba la situazione.

Sono state controllate, infatti, centinaia di attività commerciali e moltissime persone. Alla fine 10 sono state denunciate per aver violato l’art. 650 del c.p. (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), come conseguenza del mancato rispetto del già citato D.P.C.M.

Le giustificazioni raccontate agli agenti per sfuggire alla sanzione sono state le più disparate ed inverosimili:

La più ‘originale’ è quella di tre ragazzi di Surbo, di età compresa tra i 18 e i 23 anni. Quando hanno ‘incrociato’ la pattuglia, hanno cercato di allontanarsi, ma il tentativo di defilarsi non è servito a molto. Una volta identificati si sono giustificati sostenendo di essere usciti per acquistare delle mascherine. Peccato che la pattuglia era intervenuta perché alcuni cittadini avevano segnalato urla e schiamazzi da parte di un gruppetto di giovanissimi a pochi passi dalla chiesa.

A Lecce un montenegrino, domiciliato presso il campo Panareo, è stato sorpreso a circolare per il centro storico senza avere una meta precisa e senza saper fornire valide motivazioni. Anche in questo caso, qualcuno aveva segnalato la presenza di un ‘uomo’ dalle fattezze molto simili a quelle del fermato che si aggirava per piazza Mazzini cercando di impossessarsi, senza riuscirvi, di una tra le biciclette assicurate ad una rastrelliera.

A Nardò, un giovane galatonese è stato trovato alla guida della propria autovettura mentre circolava senza meta per le vie cittadine.

A Gallipoli, un geometra del luogo, controllato mentre circolava tranquillamente per le vie cittadine a bordo di una motocicletta, ha giustificato il proprio spostamento asserendo che si stava recando “per ragioni di lavoro” su un cantiere. È stato facile per gli agenti verificare l’infondatezza di tali affermazioni in quanto, non solo il cantiere in questione è stato trovato chiuso, ma il geometra stesso era sprovvisto delle chiavi per accedervi.

Sempre nella “Città Bella”, due giovani donne di nazionalità bulgara sono finite nei guai. Tutto è cominciato quando state “sorprese” dagli agenti, in località Li Foggi, una zona notoriamente conosciuta come luogo di prostituzione. Sedute sul ciglio della strada e in atteggiamenti che inequivocabilmente facevano intendere quali fossero le reali ragioni della loro permanenza in quel luogo, ossia l’arrivo di potenziali clienti.

Sempre nella cittadina jonica, gli agenti hanno sanzionato anche un barbiere ed il suo cliente sorpresi, come se niente fosse, all’interno della barberia. Oltre alla sanzione prevista dall’art. 650 C.P., al barbiere è stato imposto di cessare immediatamente l’attività in attesa di avviare la procedura accelerata per la sospensione della Licenza.
Lecce 13 marzo 2020

Tags: controlli-coronavirus
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