Crac finanziario della vecchia proprietà del Bar Commercio. Condannato ex commercialista

Il collegio della seconda sezione penale (Presidente Roberto Tanisi) ha inflitto la pena di 3 anni e 6 mesi nei confronti di un 71enne di Lecce.

Arriva la condanna per l’ex commercialista finito sotto processo per il crac finanziario della vecchia proprietà del Bar Commercio. Il collegio della seconda sezione penale (Presidente Roberto Tanisi) ha inflitto la pena di 3 anni e 6 mesi nei confronti di Pasquale Pino, 71 anni di Lecce.

Rispondeva dell’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata dal danno di rilevante entità.

Il tribunale ha disposto anche il risarcimento del danno in separata sede, in favore del curatore fallimentare, assistito dall’avvocato Amilcare Tana.

Tempo fa, l’amministratore unico della società, dichiarata fallita nell’ottobre del 2011, ha già patteggiato la pena.

I fatti risalgono al lontano 2011. Secondo l’accusa, Pino in qualità di amministratore di fatto della società e di liquidatore, a partire dal 16 marzo del 2010 e fino al fallimento, avrebbe commesso una serie di reati finanziari. Anzitutto, avrebbe distratto una serie di beni, tra cui quelli strumentali per un valore di 70.518 euro, risultanti dal registro IVA. E poi, somme per un ammontare pari a 124.771 euro, derivanti dalla vendita di periodici e riviste. Non solo, anche 51mila corrisposte in favore di un’altra società e 3.855 euro tratti sul conto corrente della coimputata. E poi, i due avrebbe occultato i crediti per oltre 161mila euro relativi ad acquisti di merce.

Vengono poi contestate altre irregolarità relative alla ricostruzione del patrimonio contenuta nei registri contabili.

Ricordiamo che Pasquale Pino è stato già condannato per il raggiro nei confronti di un dipendente, legato alla vendita della vecchia proprietà del “Bar Commercio”.

Negli anni scorsi, il giudice monocratico Michele Guarini, ha inflitto la pena di 2 anni e 3 mesi nei confronti del commercialista leccese, per i reati di appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione, non essendo iscritto al relativo albo.

Non solo, poiché altri due imputati sono stati condannati per tentata violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni, in concorso con il commercialista.

Ad ogni modo, occorre precisare, che per entrambi gli episodi, la nuova proprietà del Bar Commercio è assolutamente estranea alla vicenda.

Ricordiamo che nel luglio scorso, gli Agenti della Squadra Mobile di Lecce hanno tratto in arresto Pasquale Pino, poiché ritenuto fra i responsabili del fallimento della Velialpol, agenzia di vigilanza. L’uomo dovrà espiare la pena residua complessiva di 4 anni e 7 mesi e 10 giorni di reclusione, per il reato di bancarotta fraudolenta come stabilito dalla Procura della Repubblica di Lecce – Ufficio Esecuzioni Penali.