Le tira addosso un secchio d’acqua e poi la insulta ripetutamente, infermiera aggredita a “Borgo San Nicola”

A darne notizia il segretario generale nazionale del Coordinamento Sindacale Penitenziario Domenico Mastrulli. L’episodio il giorno di Pasqua nel penitenziario leccese.

“Ancora una dimostrazione di scarsa attenzione verso la sicurezza e la tutela sia degli agenti quanto del personale civile e infermieristico sanitario in servizio nelle carceri pugliesi”, con queste parole, il segretario generale nazionale del Coordinamento Sindacale Penitenziario Domenico Mastrulli, commenta l’ultimo episodio avvenuto nella giornata di Pasqua presso il Carcere di “Borgo San Nicola” a Lecce.

“Nel giorno della Santa  Pasqua,  nel  pomeriggio,  all’interno dei raparti detentivi del penitenziario leccese un’infermiera che opera a tutela della salute degli oltre  1.000 reclusi, ha ricevuto una secchio d’acqua addosso e poi essere raggiunta da continui insulti da parte di un detenuto cittadino straniero a cui non ha potuto, per carenza di personale civile infermieristico, prestare immediata attenzione alle richieste, dovendo  prima completare l’intero giro delle celle e reparti detentivi ”, prosegue Mastrulli.

“Si tratta dell’ennesimo episodio – prosegue – che va ad aggiungersi alla lunga lista di aggressioni fisiche e verbali”,

“In Italia – aggiunge il segretario – si contano oltre 2.000 casi e inevitabilmente a pagare il prezzo più alto sono gli operatori di polizia penitenziaria ai quali viene affidato il controllo e la sicurezza di interi settori dei penitenziari.

Nessuno fino a questo momento si è posto il problema del perché il Corpo paghi un prezzo così alto anche termini di suicidi: 127 nell’arco di una decina di anni, ma con una preoccupante crescita negli ultimi tempi.

La carenza cronica di agenti, ma anche del Comparto Funzioni Centrali e di quello sanitario a causa delle scarsissime risorse finanziarie necessarie a riformare l’intero sistema carcerario italiano e quello sanitario dopo il fallimento della legge di Riforma del 2008 transitando poteri di assunzione alle regioni, sono solo alcuni degli aspetti più critici. Il sindacato è convinto della necessità che il controllo e la sicurezza delle carceri debba essere affidato al Dipartimento dell’Interno e tornare in capo ai prefetti come proposto per i Sindaci dal Ministro dell’Interno Salvini con recente circolare”.



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