Uccide un gatto a calci, poi aggredisce medici e infermieri del Fazzi. Espulso un 40enne

Il 40enne sloveno che aveva ucciso il gatto Pierluigi a calci è stato espulso dall’Italia e non potrà tornare per almeno 5 anni

Aveva ucciso il gatto Pierluigi, mascotte del centro storico di Lecce, a suon di calci, indignando tutti per il gesto cattivo, violento, brutale e ingiustificato. I residenti del quartiere che avevano coccolato e curato il randagio avevano condiviso sui social il video dell’aggressione contro l’animale indifeso nella speranza che qualcuno potesse dare un nome a quell’uomo immortalato nei frame che aveva ammazzato senza alcuna pietà il gattino. Due minuti e mezzo. Tanto è durata l’agonia.

«Lo troveremo», aveva promesso il Sindaco, Carlo Salvemini. E così era stato. Il 40enne sloveno era stato rintracciato, ma aveva conquistato ancora gli onori della cronaca per essersi scagliato contro medici e infermieri del Pronto Soccorso, dove era stato accompagnato. Un camice bianco se l’è cavata con alcune lesioni guaribili in 20 giorni, l’infermiere con una prognosi di 5. Alla fine, all’uomo è stato presentato il conto.

Gli Agenti in servizio presso la Divisione Immigrazione della Questura di Lecce hanno accompagnato alla frontiera il cittadino sloveno, il cui nome aveva conquistato le luci dei riflettori per l’uccisione del gatto di quartiere e per la violenta aggressione al Vito Fazzi, dove si trovava ricoverato.

Il Prefetto di Lecce ha emesso il provvedimento di allontanamento ai sensi dell’art. 20 del d.lgs. 30 del 2007 al quale è stata data esecuzione immediata. Come detto il 40enne è stato accompagnato alla frontiera dagli uomini in divisa come disposto dal Questore grazie al provvedimento convalidato dal Tribunale Civile, Sezione Specializzata in materia di Immigrazione, Protezione Internazionale e Libera Circolazione dei cittadini dell’Unione Europea.

Il provvedimento prevede un divieto di reingresso per la durata di 5 anni.