Conte: “la fase 2 non è un liberi tutti”, ma la voglia di uscire da casa è irrefrenabile

Il premier Giuseppe Conte ha ricordato che la fase due non è un ‘liberi tutti’, ma non sarà facile riuscire a gestire la voglia di normalità degli italiani

Giuseppe-Conte

«La fase due dell’emergenza non è un liberi tutti». Lo ha ricordato, ancora, il premier Giuseppe Conte in una lunga intervista alla stampa. « Questo non casualmente, ma grazie al poderoso sforzo collettivo che abbiamo fatto tutti insieme e che ci ha permesso di ridurre ad un livello accettabile la soglia di contagio. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un “liberi tutti”. Il virus continua a circolare tra noi, siamo ancora in piena pandemia» ha dichiarato l’avvocato al quotidiano di Via Lugaro a Torino.

Non è la prima volta. Anche durante la conferenza stampa voluta per illustrare il piano dopo la fine del lockdown il Presidente del Consiglio aveva chiesto a tutti gli italiani di rispettare ancora le regole per evitare che la catena dei contagi torni a salire. La battaglia non è ancora finita, bisogna continuare a combattere con le uniche armi a disposizione: mascherine e distanziamento sociale.

Il punto è un altro. Come si comporteranno gli italiani, chiusi in casa da quasi due mesi, quando ‘assaporeranno’ quei piccoli pezzi di libertà concessi come poter andare al parco, fare sport senza misurare i 200 metri dal domicilio, incontrare le persone care, i fidanzati, gli “affetti stabili” ma non gli amici, portare i bambini ai giardini pubblici, ma senza utilizzare l’area giochi o andare in bicicletta (ma non a piedi). Tutto, senza creare assembramenti potenzialmente pericolosi e rispettando la distanza di sicurezza. Non aiuta che l’estate è alle porte, che il sole e le belle giornate invitano a stare all’aria aperta e che è impossibile, per chi abita vicino alla costa, resistere al richiamo del mare o alla voglia di tintarella.

Bisognerà vedere cosa prevale, se la voglia di chiudere una brutta pagina con il passato (che ancora passato non è) o il desiderio di ascoltare, gli inviti alla prudenza che, alla vigilia di un momento importante, non si sprecano. Il virus non è stato sconfitto, forse fa solo meno paura grazie ai numeri più incoraggianti, ma non bisogna dimenticare che è un nemico invisibile. E che come tale potrebbe nascondersi ovunque, pronto a trovare quelle gambe per camminare ancora.

Non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia, come è accaduto nelle scorse ore a Bari, dove il lungomare, la spiaggia e via Sparano sono state animate di persone spensierate come se fosse una tranquilla domenica di maggio.



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