Assalto al gazebo della Lega, identificate 8 persone ‘legate ai centri sociali’. 2 sono donne

Gli uomini della Digos sono riusciti ad identificare gli autori dell’assalto al Gazebo della Lega. Otto giovani legati ai centri sociali incastrati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza.

È durato meno di 24 ore l’anonimato degli autori del raid vandalico al gazebo della Lega, allenstito in piazza Sant’Oronzo. Ad incastrare sei uomini e due donne sarebbero state le telecamere di videosorveglianza che puntano sul salotto buono della città. Una indagine-lampo degli uomini della Digos che ha permesso di dare un volto e un nome alla ‘banda’ che ha distrutto lo stand, minacciato i presenti e ferito al volto una ragazza di 17anni, figlia di un simpatizzante del movimento politico, la cui unica colpa sarebbe stata quella di indossare la pettorina con il simbolo del Carroccio. Si è beccata un pugno fra lo zigomo e l’occhio sinistro, davanti a decine di passanti paralizzati dalla paura. Accompagnata all’ospedale “Vito Fazzi” le è stata riscontrata una lesione, guaribile in otto giorni.

Sarebbe confermata la versione dei candidati consiglieri Mario Spagnolo e Damiano Vicentelli che avevano inquadrato i responsabili come appartenenti all’area dell’antagonismo e dei centri sociali. Il che farebbe pensare che non sia una spedizione improvvisata.

I filmati degli occhi elettronici hanno ripreso tutta la scena. Nei frame si vede chiaramente il gruppo arrivare in piazza da vicolo Dei Fedeli, raggiungere il gazebo in silenzio e aggredire di sorpresa i militanti di Matteo Salvini, impegnati a fare volantinaggio in vista dell’election day.

La pm di turno del Tribunale di Lecce, Donatina Buffelli, è stata avvisata dell’identificazione del gruppetto, pare tutti giovanissimi e volti noti per i poliziotti della Digos.



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