Non è estate senza feste patronali e sagre, via libera dalla Regione

Gli appuntamenti più attesi dell’estate stanno per tornare. La Regione Puglia guidata da Michele Emiliano ha deciso di dare il via libera alle feste popolari e alle sagre

«Dopo aver incontrato i rappresentanti delle categorie abbiamo deciso di emanare l’ordinanza che riattiva le feste popolari e le sagre. Gli uffici regionali sono al lavoro per la definizione delle linee guida specifiche e per offrire agli amministratori locali indicazioni più chiare per facilitare lo svolgimento di feste e sagre in piena sicurezza». Con queste parole, pubblicate sulla sua pagina Facebook ufficiale, Michele Emiliano toglie un altro paletto fissato per evitare quegli assembramenti “pericolosi” per la diffusione del Covid19 e “concede” il via libera a quegli eventi tradizionali e di paese che tanto piacciono ai turisti.

Del resto, i numeri in Puglia sono più che incoraggianti e come ha dichiarato Pierluigi Lopalco, l’epidemiologo voluto dal Governatore per guidare la task-force contro il Coronavirus, l’emergenza è ormai alle spalle. Anche per questo, e non solo per questo era stato chiesto a gran voce di concedere l’ok all’organizzazione di questi appuntamenti che scandiscono l’estate nel Salento e in tutto il Tacco dello Stivale, avendo come parola d’ordine la sicurezza. Chi ne sentiva la mancanza, ora potrà tirare un sospiro di sollievo.

Presto, prestissimo i comuni (grandi e piccoli) potranno illuminarsi con le luci delle imponenti luminarie, delle bancarelle e delle giostre. E nelle strade torneranno i suoni “tipici” di una festa, il chiacchiericcio dei visitatori che si mescola alle note della banda musicale. Consentire agli operatori di lavorare significa soprattutto dare la possibilità alle città di rianimarsi e rimettere in moto un’economia rimasta festa a lungo.

Ora il prossimo passo sarà trovare il modo, le ‘istruzioni’ da seguire per ripartire. Se si deciderà di rimboccarsi le maniche, perché molti degli eventi più attesi dell’estate sono già stati annullati. E tanti altri sono in forse, in bilico tra mantenere viva una tradizione e dover rinunciare ad una parte importante di ogni festa e sagra che si rispetti: il pubblico.



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