Gasdotto Tap: Nuova inchiesta della Procura su presunto inquinamento delle acque

Bisognerà capire se il cantiere sia stato ben impermeabilizzato per evitare la perdita di sostanze pericolose nel terreno e nella falda.

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Una terza inchiesta sul gasdotto Tap è stata avviata dalla Procura di Lecce. Come riportato dall’edizione di Bari del quotidiano La Repubblica, i pubblici ministeri Valeria Farina Valaori, con la supervisione del procuratore capo Leonardo Leone De Castris, vogliono verificare se vi sia l’ipotesi di inquinamento delle acque vicino al cantiere di San Basilio.

Nello specifico, s’intende capire se il cantiere sia stato ben impermeabilizzato per evitare la perdita di sostanze pericolose nel terreno e nella falda. Dunque, la Procura vuole verificare se il cemento utilizzato per costruire il pozzo di spinta, possa avere avuto un effetto inquinante.

Intanto, sono iniziati i prelievi da parte di Arpa su delega della magistratura, per esaminare i campioni di acqua e di cemento.

Gli accertamenti hanno preso il via, dopo che, il sindaco di Melendugno, Marco Potì, attraverso apposita ordinanza, vietò di estrarre acqua dai pozzi in una vasta area a ridosso di San Basilio, per la presenza di alcune sostanze (nichel, cromo, vanadio, arsenico e manganese) oltre i limiti consentiti. Tap avrebbe risposto che quegli elementi erano già presenti nella falda prima dell’inizio dei lavori.


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