Di A.C.
Erano accusati di svariati episodi di violenza domestica ai danni della figlia di otto anni ed al termine del processo di primo grado, i genitori della piccola sono stati condannati ad una pena complessiva di quasi 30 anni di reclusione.
Ieri, i giudici in composizione collegiale (presidente Annalisa De Benedictis) hanno inflitto la pena di 17 anni di reclusione al padre ed 11 anni e 6 mesi alla madre.
La sentenza dispone, inoltre, l’interdizione legale per tutta la durata della pena e perpetua dai pubblici uffici e da quelli attinenti alla tutela e all’amministrazione di sostegno, da qualsiasi incarico nelle scuole di qualunque ordine e grado, e da ogni ufficio o servizio in istituzioni o in altre strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori. Inoltre, prevede per gli imputati una serie di misure di sicurezza personali: il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati abitualmente da minori e quello di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con i minori. Non solo, l’obbligo di tenere informati gli ordini di polizia sulla propria residenza e sugli eventuali spostamenti.
I giudici hanno inoltre condannato gli imputati al risarcimento del danno in separata sede nei riguardi della figlia, parte civile al processo con l’avvocato Viola Messa, disponendo una provvisionale di cinquantamila euro.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Roberto Rella e Fabrizio Pisanello che potranno fare ricorso in Appello, una volta depositate le motivazioni (entro 90 giorni). Rispondevano entrambi di maltrattamenti in famiglia di violenza sessuale, mentre il padre anche di detenzione di materiale pedopornografico.
Gli episodi “incriminati” risalirebbero ai primi di gennaio del 2017. Sarebbe emerso uno spaccato di estremo degrado sociale, nell’ambito del quale si sarebbero verificati una serie di abusi ai danni della bimba di otto anni, all’epoca dei fatti. Aggressioni fisiche con calci e pugni, minacce da parte di entrambi i genitori e pugni che le provocavano lesioni su varie parti del corpo. Tanti gli episodi contestati. In una circostanza, la madre l’avrebbe colpita con una ciabatta munita di tacco nella camera da letto; invece il padre, altre volte, l’avrebbe afferrata per i capelli, sbattuta sul muro, picchiata con una forchetta sul gluteo ed addirittura percossa con la cintura dei pantaloni o con una mazza di legno. Diverse le frasi minatorie all’indirizzo della bimba : “ti spezzo le ginocchia e ti metto su una sedia a rotelle”.
Il padre venne trovato in possesso di filmati pornografici che ritraevano minori.
Inoltre, al padre sono contestati una serie di baci, palpeggiamenti ed anche abusi con un accendino ed un bastone sulla figlioletta. La madre, invece, avrebbe spesso assistito alle scena di violenza senza muovere un dito.
Le indagini sono state condotte dagli agenti della Squadra Mobile e coordinate dl pm Stefania Mininni. Si sono avvalse della consulenza tecnica sul materiale informatico. Inoltre, la bambina è stata ascoltata nell’ambito dell’incidente probatorio.





