Giorgia Pagano torna in Italia. La ‘stellina di Berdon’ sarà curata a Bergamo, ma la mamma smentisce

Non sarebbe proprio esatta la notizia del rientro in Italia di Giorgia Pagano. È mamma Elisa a chiarire che tutto dipenderà dalle condizioni di salute della figlia

Tutti i salentini conoscono la storia di Giorgia Pagano, la stellina di Berdon dal nome della malattia che le ha impedito di mangiare fin da quando era bambina. In America, dove si è trasferita con la mamma Elisa e il fratello Jody, la ragazzina ha trovato una ‘speranza’, tant’è che oggi può ‘vantarsi’ di essere la paziente più anziana in vita tra quelli colpiti dalla sindrome congenita rara. Dopo il trapianto, l’adolescente è ancora in cura al Children’s Hospital di Pittsburgh, ma da qualche giorno circola la notizia di un possibile trasferimento in Italia, a Bergamo, dove c’è un ospedale specializzato e tra i centri di eccellenza nel nostro Paese.

«Giorgia torna a casa» hanno titolato i giornali. Lo ha scritto anche Selvaggia Lucarelli che, da tempo, ha acceso i riflettori sulla raccolta fondi che mamma Elisa aveva avviato per affrontare le tante difficoltà economiche legate alla battaglia che l’hanno costretta a lasciare il Salento. Come chiarito, più volte, dalla giornalista, però, la Asl di Lecce paga le costose cure in America e paga (o dovrebbe pagare) fino a 9mila euro al mese per vitto e alloggio e l’assicurazione sanitaria per la mamma e per il figlio Giordano. Dubbi e perplessità che la Lucarelli aveva anche raccontato al Governatore Michele Emiliano che, in nome della chiarezza, aveva inviato le carte in Procura.

Accusa dopo accusa, post dopo post si arriva all’annuncio che Giorgia tornerà in Italia, ma dalla sua pagina Facebook, mamma Elisa smentisce o meglio fa una precisazione. «Intendo smentire la notizia del nostro presunto rientro, ha raccontato mamma Elisa, dal momento che sono in possesso dell’autorizzazione della Asl di Lecce fino a fine gennaio, prorogata fino ad aprile, salvo rinnovo. Non si sa cosa accadrà alla fine del mese di aprile perché dipenderà dalle condizioni di mia figlia. È una procedura normale che seguo da anni. Questa comunicazione mi viene inviata ogni sei mesi allo scadere dei quali i medici dell’Ospedale emettono una valutazione clinica sullo stato di salute di mia figlia».

Detto questo mamma Elisa si rivolge alla giornalista: «La Lucarelli – conclude – fornisce informazioni infondate sugli eventi e sugli interventi accaduti a mia figlia, sulla nostra storia e sull’iter della malattia pur non avendo alcuna competenza medica. Direi che abbiamo raggiunto un livello intollerabile di questa situazione ».