“Mio figlio ha visto i cadaveri per strada, gli ho detto che erano manichini”

La drammatica testimonianza di Oksana giunta in Moldavia dopo il bombardamento della sua città. Ha mascherato l’orrore agli occhi del figlio, per non distruggere la sua identità innocente.

“Quando ho visto i miei vicini di casa saltare in aria durante un’esplosione ho capito che non potevo rimanere lì, ho capito che la mia vita era finita in quel luogo e che se volevo salvare mio figlio dalla morte e dal terrore dovevo scappare verso il confine. La nostra fortuna è che il confine non è lontano, in poche ore grazie ad un mio cugino ci siamo messi in salvo, ma molti sono rimasti a morire a Odessa. Io l’avrei fatto, ma ho pensato al mio bambino di 6 anni, ho voluto salvare lui”. È la drammatica testimonianza di Oksana giunta in Moldavia dopo il bombardamento della sua città. Ha mascherato l’orrore agli occhi del figlio.

“Nessuno ci ha voluto aiutare, nessuno ci ha difeso, nessuno ha impedito che l’Ucraina venisse attaccata e distrutta, potevamo solo fuggire il più lontano possibile. Quando abbiamo lasciato la nostra casa ho trovato decine di persone morte per strada, mio figlio ha visto tutto e io ho inventato che era una tecnica per ingannare i nemici. Il sindaco della città – ho detto – ha fatto mettere dei manichini per terra per ingannare gli elicotteri che ci sparano addosso, così non ci sparano più, pensando che siamo tutti già morti, invece siamo tutti vivi. Non sapevo come descrivere diversamente quelle scene. Ho detto una bugia e per i prossimi anni ne dirò ancora, perché mio figlio è troppo piccolo per capire la guerra, anche se la guerra non la capisco nemmeno io che ho 35 anni. Grazie a chi ci aiuterà”



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