Tenta di uccidere un commercialista a coltellate dopo una lite? Arrestato un infermiere salentino

Il movente del tentato omicidio sarebbe legato a questioni personali ed economiche per un sequestro di tamponi.

L’impronta della mano piena di sangue lasciata sul portone della Caserma Guella racconta il tentativo disperato di Walter Pisetta, commercialista 66enne, molto conosciuto a Laives (in provincia di Bolzano), di fuggire dal suo aggressore, un infermiere salentino che lo aveva accoltellato con violenza. Nonostante le ferite rimediate è riuscito a chiedere aiuto agli uomini in divisa, prima di essere accompagnato in condizioni disperate all’Ospedale di San Maurizio, dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

La caccia all’uomo è scattata subito. Grazie al racconto della vittima, i Carabinieri hanno raggiunto il cortile dell’abitazione del commercialista e lì hanno trovato Alessandro Casciaro, 47enne originario di San Cesario. Era fermo, immobile. Alla vista delle uniformi ha gettato il coltello a terra (gliene verranno sequestrati tre, di lunghezze differenti). Per lui sono scattate le manette.

L’agguato

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, confermata anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della villetta che hanno registrato tutto, Casciaro ha atteso il 66enne dietro una siepe. Va avanti indietro, fuma nervosamente, fino a quando il commercialista non è tornato a casa in macchina. Una volta sceso dall’auto, l’infermiere lo ha aggredito con un coltello, colpendolo più volte. Nei momenti concitati della lite, i due escono dall’inquadratura e la ricostruzione si fa più confusa, ma alcuni vicini hanno raccontato di aver sentito delle urla. L’uomo, ferito, si è trascinato fino al portone della Caserma, dove ha bussato fino all’arrivo dei militari. Con le poche forze rimaste ha spiegato cosa fosse successo.

Il movente e il caso dei tamponi sequestrati

I due si conoscevano. Ed è proprio sui loro rapporti che ora si concentrano le indagini degli inquirenti che stanno cercando di ricostruire il movente. Cosa ha spinto l’infermiere salentino a ridurre in fin di vita il commercialista, ora ricoverato nel reparto di rianimazione? Nessuna pista al momento è esclusa, dai dissidi personali alle ragioni economiche. C’è anche un sequestro di tamponi che potrebbe aver accentuato i dissidi. L’infermiere lavorava nel salone di bellezza del commercialista, abilitato ad effettuare i test anti-covid. Nel centro, però, si erano presentati i Carabinieri che, durante un controllo, avevano sequestrato più di 900 kit non omologati. Sarebbe stata la miccia che ha fatto esplodere la tensione. Pisetta e Casciaro si sarebbero rimpallati la responsabilità degli errori che hanno portato al sequestro dei tamponi con il primo che, fatture alla mano, ha ribadito la regolarità dei kit acquistati così come della procedura di inserimento dei dati e il secondo che avrebbe preteso il compenso per il lavoro svolto fino a quando il rapporto non era stato interrotto.

Poi il culmine, con l’aggressione. Casciaro è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Dopo le formalità in Caserma, è stato trasferito nel Carcere di Bolzano. Pisetta lotta tra la vita e la morte in Ospedale. La prognosi resta riservata.

Arresto convalidato

Nel corso dell’udienza di convalida, davanti al gip Andrea Pappalardo, Casciaro – difeso dall’avvocata Christine Mussner – si è avvalso della facoltà di non rispondere. Resterà in Carcere.



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