Irregolarità nella percezione di contributi pubblici? Prosciolti i titolari di due laboratori di analisi

I due imputati rispondevano del reato d’indebita percezione di contributi ai danni dello Stato, tentata e consumata. Secondo l’accusa, i fatti si sarebbero verificati nel dicembre del 2013 nel Nord Salento.

Arriva una sentenza di proscioglimento per i titolari di due laboratori d’analisi, accusati di presunte irregolarità nella percezione di contributi pubblici.

Nell’udienza di mercoledì scorso, la difesa degli imputati ha chiesto l’acquisizione ex art. 493 c.p.p. dell’intero fascicolo del pm (1000 pagine di attività di indagine), rinunciando all’esame degli imputati ed ha invocato, visti gli esiti dei sette testi già escussi, l’applicazione dell’art. 129 c.p.p. , norma che prevede la possibilità in ogni stato e grado del processo – quando risulti evidente che il fatto non sussiste o l’imputato non lo ha commesso – di ottenere una sentenza di proscioglimento, senza attendere il futuro sviluppo processuale (il processo prevedeva ben altri tre testi della parte civile e 15 testi delle difese).

Il Tribunale (Presidente Stefano Sernia, a latere Bianca Todaro ed Edoardo D’Ambrosio) si è ritirato in camera di consiglio ed in seguito ha pronunciato sentenza di proscioglimento, perché il fatto non sussiste, ordinando la restituzione di quanto in sequestro.

Gli imputati e le persone giuridiche erano difesi dagli avvocati Paolo Spalluto e Alberto Pepe.

L’Asl si era costituita parte civile con l’avvocato Alfredo Cacciapaglia. Anche un laboratorio di analisi si era costituito parte civile, con l’avvocato Maurizio Laudisa.

Le accuse

I due imputati rispondevano del reato d’indebita percezione di contributi ai danni dello Stato, tentata e consumata.

Secondo la pubblica accusa, attualmente rappresentata attualmente dal pm Alessandro Prontera, i fatti si sarebbero nel dicembre del 2013 nel Nord Salento. I due imputati mediante la presentazione e l’utilizzo di alcune autocertificazioni, avrebbero attestato falsamente l’esercizio di sezioni specialistiche di branca, in numero maggiore rispetto a quelle effettivamente riscontrate. Attraverso tale meccanismo, ritiene il pm, i titolari dei laboratori conseguivano indebitamente, con danno per la Regione Puglia e per l’A.S.L. di Lecce, una somma complessiva superiore ai 200 mila euro, relativa al budget erogato periodicamente per le branche specialistiche dell’A.S.L. di Lecce.

Come detto, per gli imputati è arrivata la sentenza di proscioglimento.