Arrivano ben 128 condanne (con pene dai 9 ai 20 anni di reclusione) per circa 850 anni di carcere, al termine del maxiprocesso in abbreviato che ha riunito gli imputati delle due inchieste antimafia Sud-Est e Lockdown. Sul banco degli imputati comparivano ben 143 imputati e 17 di questi sono stati assolti integralmente. La sentenza emessa due giorni fa dal gup Stefano Sala. In un’altra udienza, il pm della Dda di Lecce Giovanna Cannarile aveva invocato 143 condanne (a più di mille anni di carcere).
Fra i condannati, vi sono soggetti, considerati dagli inquirenti degli elementi di spicco della frangia Pepe-Penza-Gagliardi.
Il gup ha inflitto 20 anni di reclusione a Santo Gagliardi e Antonio Marco Penza, entrambi di Lecce. Stessa condanna per Gianluca Calabrese, di Copertino; Raffaele Capoccia, leccese; Andrea Leo, di Vernole; Antonio Leto, di Caprarica; Cosimo Miggiano di Muro Leccese e Salvatore Perrone, di Trepuzzi.
E poi Cristian Pepe, di Lecce, è stato condannato a quattro anni di reclusione e Cristian Roi, di Copertino a 13 anni e 2 mesi.
Gli imputati rispondono a vario titolo di: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, auto riciclaggio.
Assolti con formula piena, invece, Giacinto Aventaggiato, Tania Benincasa, Simone Caricato, Ippazio Casciaro, Alessio Catania, Francesca Cazzella, Alfredo Corrado, Ervis Gjuzi, Andrea Manfredi, Giuseppe Potenza, Giorgio Rausa, Claudio Rizzello, Egidio Schiavano, Sonia Vetrugno, Emiliano Zilli,Giuseppe Rolli, Massimo Accogli.
Riguardo all’operazione Sud Est, secondo l’accusa, il boss Antonio Marco Penza, impartiva ordini dal carcere assieme a Santo Gagliardi anche lui già detenuto.
Ricordiamo che il 29 gennaio del 2025, i carabinieri avevano eseguito 88 arresti. L’indagine era stata condotta dal 2020 al 2024 dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce.
L’operazione Lockdown faceva invece riferimento ad una serie di chat scambiate dagli indagati attraverso l’utilizzo di piattaforme criptate di comunicazione quali che consentivano lo scambio di messaggi o conversazioni utilizzando criptofonini in grado di cifrare i dati trasmessi ed impedire qualsiasi intercettazione o captazione. E venne alla luce dall’inchiesta una serie di contatti con trafficanti di droga calabresi, anche vicini alla ‘Ndrangheta, e altri gruppi criminali tra Albania e Spagna. Sarebbe emersa l’esistenza di due associazioni dedicate al traffico e commercio di droga. Il primo gruppo sarebbe stato guidato da Penza e da Gagliardi; il secondo da Cristian Roi e da Gianluca Calabrese.
Il collegio difensivo
Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Presicce, Rocco Vincenti, Raffaele Benfatto, Giuseppe Bonsegna, Luca Puce, Umberto Leo, Gabriella Mastrolia, Luigi Corvaglia, Simone Viva, Alberto Corvaglia, Luigi Rella, Ladislao Massari, Mario Coppola, Andrea Sambati, Luigi Piccinni, Francesco Fasano, Rocco Vincenti, Silvio Verri, Stefano Prontera.





