La vicenda giudiziaria relativa alle rapine ai danni di giovani turisti, avvenute il 22 giugno 2025 a Baia Verde, registra un importante sviluppo. Il 12 luglio 2026, il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale per i Minorenni di Lecce ha definito la posizione dei sette minori coinvolti nel procedimento.
L’esito dell’udienza: messa alla prova e misure cautelari
Accogliendo le richieste della Procura, il Gup ha concesso il beneficio della messa alla prova a quattro dei sette minori indagati per i tre episodi (due tentativi di rapina e una rapina consumata).
Situazione differente per gli altri tre imputati, tutti residenti fuori regione. Due minori di origini grossetane, non sono stati ammessi al beneficio. Gli imputati si trovano attualmente in stato di detenzione a seguito di arresti in flagranza per gravi fatti delittuosi avvenuti dopo il 22 giugno 2025 e per un minore residente in Toscana, il Tribunale ha negato l’accesso alla messa alla prova, accogliendo il parere contrario della Procura. A causa delle gravi e ripetute violazioni accertate dalla Polizia Giudiziaria nei mesi di giugno e luglio 2026, il Giudice ha disposto la sostituzione della precedente misura con quella, più restrittiva, della permanenza in casa.
Le indagini sul caso Baia Verde
L’attività investigativa, coordinata dal Procuratore per i Minorenni di Lecce, Simona Filoni, è stata eseguita dal Commissariato di Polizia di Gallipoli. L’indagine è stata complessa, richiedendo la collaborazione delle Questure di Agrigento, Caserta, Varese e Grosseto, necessaria a gestire la distribuzione territoriale delle vittime e degli indagati.
Già in fase cautelare, il Gip presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce aveva riconosciuto la solidità del quadro indiziario, ravvisando il pericolo di reiterazione dei reati e il rischio di inquinamento probatorio (con il pericolo di pressioni sulle vittime affinché ritrattassero le testimonianze). In tale contesto, il 29 novembre 2025 era già stata eseguita una misura cautelare in Istituto Penale per i Minorenni (I.P.M.) nei confronti di uno degli imputati residenti in Toscana.





