38 ospiti di una Rsa morti durante il Covid, i familiari si oppongono alla richiesta di archiviazione

Davanti al gip è iniziata l’udienza per discutere la richiesta del pm, in base alla quale, al termine degli accertamenti, non sarebbero emersi comportamenti penalmente rilevanti.

Dopo la richiesta di archiviazione dell’inchiesta su 38 morti per covid tra gli ospiti della Rsa “La Fontanella” di Soleto, i familiari delle vittime si oppongono all’istanza.

Davanti al gip Giulia Proto, è iniziata l’udienza per discutere la richiesta del pm Alberto Santacatterina, in base alla quale, al termine degli accertamenti, non sarebbero emersi comportamenti penalmente rilevanti. Hanno preso la parola i legali delle persone offese. Nell’udienza del 14 novembre, invece, verranno sentiti gli avvocati dei due indagati. Si tratta di Federica Cantore, di Galatina, direttrice della struttura e Catello Mangione, di Soleto, responsabile sanitario della struttura. L’archiviazione era stata chiesta anche per don Vittorio Matteo di Soleto, amministratore delegato, nel frattempo deceduto.

Gli indagati rispondono di omicidio colposo, diffusione colposa di pandemia, abbandono di persone incapaci. Sono difesi dagli avvocati Michele e Giuseppe Bonsegna e Viola Messa.

I famigliari delle persone decedute e di altri ospiti della Rsa e le associazioni Codacons e Codici chiedono alla magistratura di fare chiarezza sull’adozione delle misure di sicurezza all’interno della struttura (tra il 21 ed il 26 marzo), prima che la gestione fosse sottoposta al controllo dell’Asl. E di stabilire se gli ospiti fossero stati effettivamente abbandonati. Il collegio difensivo degli opponenti è composto, tra gli altri, dagli avvocati: Donato Amato, Giancarlo Dei Lazzaretti, Francesco Vergine, Carlo Gervasi, Luigi Rella, Angela Rizzo, Andrea Lanzilao, Alessandro Caggia