Omicidio falegname di Castri. Un imputato chiede perdono ai familiari della vittima

Il 39enne di Corsano ha letto il contenuto di una lettera scritta da lui ed indirizzata alla sorella della vittima

Chiede perdono ai famigliari della vittima uno degli imputati del processo sull’omicidio del falegname di Castrì. Dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Lecce (presidente Pietro Baffa, a latere Cinzia Vergine e giudici popolari), presso l’aula bunker di Borgo San Nicola, Antonio Esposito, 39enne di Corsano (assistito dall’avvocato Luca Puce) ha letto, come dichiarazioni spontanee, il contenuto di una missiva scritta da lui ed indirizzata alla sorella della vittima. La donna era presente in aula ed è stata successivamente ascoltata come testimone della pubblica accusa. Nella lettera, di cui riportiamo alcuni stralci, l’imputato afferma: “Ho deciso di scrivere per esprimere tutto il mio massimo dispiacere e pentimento per quello che è accaduto la sera del 10 Giugno 2022 presso l’abitazione di suo fratello… ma volevo solo dirle che da quel giorno anche la mia vita è totalmente cambiata. Non dal giorno del mio arresto sia chiaro, ma proprio da quella sera maledetta nella quale non ero in me, ero completamente sotto effetto di sostanze stupefacenti ed era il periodo più brutto della mia vita”.

E continua: “Volevo dirle solo, che quella sera, non ho mai pensato, neanche per un minuto, che suo fratello potesse morire; una volta andati via, volevo anche tornare indietro, ma perchè pensavo che non era giusto che rimanesse così legato fino alla mattina dopo”. E ancora, scrive l’uomo: “Se potessi tornare indietro, le posso assicurare, mai più farei quello che ho fatto ma col senno di poi, dirà lei, tutti siamo bravi”.

E conclude affermando: “Mi spiace per tutto il dolore provocato; a lei ed a sua nipote… chiedo perdono a tutte e due”.

I familiari della vittima si sono già costituiti parte civile, attraverso l’avvocato Cristiano Solinas.

Ricordiamo che sul banco degli imputati, dopo che sono state riunite le quattro posizioni, compaiono, oltre ad Antonio Esposito, anche: Patrizia Piccinni, 49 anni, di Alessano (difesa dall’avvocato David Alemanno); Emanuele Forte, 30 anni di Corsano (difeso dall’avvocato Marco Costantino); Angela Martella, 58 anni di Salve (assistita dall’avvocato Silvio Verri). Rispondono dell’ipotesi accusatoria di omicidio a scopo di rapina. Secondo la difesa, invece, andrebbe esclusa l’aggravante “di aver commesso il delitto di omicidio allo scopo di eseguire quello di rapina”.

Il legale della Piccinni in una scorsa udienza ha chiesto una perizia psichiatrica per la propria assistita. La Corte ha accolto la richiesta ed ha conferito l’incarico alla psicologa Michela Francia. All’esito della perizia, l’imputata è stata dichiarata capace d’intendere e di volere e di stare in giudizio.

Questa mattina, sono stati anche ascoltati i primi testimoni del pm Maria Consolata Moschettini. E stata sentita, oltre alla sorella della vittima, anche la collaboratrice domestica dell’uomo. Non solo, anche i vicini di casa dell’anziano. I testimoni hanno sostanzialmente confermato quanto emerso durante le indagini.

Il processo proseguirà il 5 dicembre, con l’ascolto di alcuni dei carabinieri che svolsero le indagini. L’indagine ha fatto luce sul grave fatto di sangue avvenuto a Castri di Lecce, quando il pensionato Donato Montinaro, falegname in pensione, 75enne del posto, è stato trovato senza vita nella sua abitazione.

In base a quanto emerso nel corso delle indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce, i quattro dopo essersi introdotti nell’abitazione, avrebbero percosso, incappucciato e immobilizzato la vittima, legando le mani e i piedi. E si sarebbero allontanati dall’abitazione portando con loro anche una motosega e una somma di denaro in contanti.