Di A.C.
Si svolgerà a partire dal 20 ottobre prossimo, davanti alla Corte d’Assise di Lecce, nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola, il processo a carico di Sheikh Md Humayun, 33enne bengalese, per l’omicidio di Sheikh Md Noyan, 28enne.
Il gip Angelo Zizzari ha emesso un decreto di giudizio immediato, accogliendo la richiesta del pm Donatina Buffelli.
L’imputato è difeso dagli avvocati Raffaele Benfatto e Francesco Cazzato.
Risponde dell’accusa di omicidio, aggravato dal legame di parentela e dall’uso dell’arma.
Secondo la ricostruzione dei fatti, sulla base delle indagini condotte dai carabinieri della stazione di Tricase, il 28enne si è recato dal fratello maggiore. I due – entrambi lavoratori come banconisti in un bar di Tricase Porto – avrebbero avuto un violento litigio, intorno alle 17:30 del 30 aprile scorso, all’interno dell’appartamento di via Luigi Cadorna. Nel corso della lite, il 28enne, avrebbe inseguito il fratello, brandendo l’arma. E come emerso dall’esame esterno sul corpo effettuato dal medico legale Ermenegildo Colosimo, il fratello più giovane avrebbe inferto tre coltellate al più grande, con un coltello da cucina lungo 23 centimetri: una di queste, alla schiena, si è rivelata fatale. Il giovane ha poi chiamato i propri parenti raccontando quanto avvenuto e inquadrando, visibilmente agitato, il cadavere del fratello e l’arma.
L’arrestato nel corso dell’interrogatorio, si è dimostrato ancora sconcertato su quanto accaduto, ma non ha fornito un movente preciso che in base a quanto emerso nell’immediatezza dei fatti, potrebbe essere di natura economica.





