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Smantellato clan di Altamura, custodia cautelare per 58 persone. Arresti anche a Lecce

by Redazione
15 Novembre 2019 15:39
in Cronaca
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Nella nottata appena trascorsa, il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari su richiesta della Procura della Repubblica di Bari –  Direzione Distrettuale Antimafia a carico di 58 persone, delle quali 49 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 4 all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’ordinanza è stata eseguita da 300 militari nei territori di Bari, Altamura, Foggia, Cerignola, Matera, Lecce e Roma.

Si tratta di una indagine che ha disarticolato il clan “D’Abramo-Sforza” di Altamura. L’indagine è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Le accuse

I reati contestati sono di associazione di tipo mafioso, anche armata; detenzione e porto di armi, anche da guerra; associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; omicidio; tentato omicidio; estorsione e turbativa d’asta.

Non solo arresti, anche sequestri

Nel corso dell’intervento dei militari è stato eseguito anche il sequestro di quattro immobili, un esercizio commerciale del valore complessivo di oltre due milioni di euro, due autovetture di grossa cilindrata. Nel corso dell’indagine, i Carabinieri avevano già recuperato un considerevole quantitativo di droga pari a circa 5 Kg di cocaina, 9 Kg di marijuana e 16 Kg di hashish.

L’indagine

L’operazione – convenzionalmente denominata “Nemesi” – è il frutto di un’indagine avviata nel 2017 dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari, sviluppata quasi esclusivamente mediante servizi di osservazione e pedinamento effettuati sul territorio, accompagnati da attività tecniche di intercettazione telefonica e ambientale, che hanno consentito di: documentare l’operatività dell’organizzazione criminale facente capo a Michele D’Abramo e Giovanni Sforza – legata al clan Parisi di Bari – attiva nel territorio di Altamura, con la commissione di una serie di attività delittuose, tra cui il traffico di stupefacenti, i reati contro il patrimonio (estorsioni), contro la persona (omicidi e tentati omicidi), in materia di armi, e contro la Pubblica Amministrazione (turbata libertà degli incanti); sequestrare notevoli quantitativi di droga nella disponibilità del sodalizio, che si riforniva dal clan Parisi-Palermiti di Bari e da Cerignola; disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di  4 appartamenti e di due autovetture sulla base dell’accertata sproporzione tra i redditi dichiarati ed il tenore di vita dei nuclei familiari di Michele D’Abramo, Giovanni Sforza – capi cosca – Sciannanteno Pasquale e Sforza Luigi  – loro luogotenenti.

L’indagine ha infine consentito di identificare i mandanti e gli esecutori materiali dell’omicidio e dell’eliminazione del cadavere di Angelo Popolizio, scomparso ad Altamura il 7/8/2014), di due tentativi di omicidio (i danni di Nicola Dambrosio e Mario Dambrosio, verificatisi, rispettivamente, il 30/4/2012  e  31/7/2014), strategici per la conquista violenta del territorio da parte della nuova compagine criminale.

Nell’ambito dell’inchiesta è emerso, altresì, come un imprenditore edile altamurano, responsabile della ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori di costruzione del ‘centro di ristorazione sociale per persone disagiate’ di Gioia del Colle– danneggiato, nell’anno 2016, da un incendio doloso occorso a pochi giorni dalla sua inaugurazione – e successivamente impegnato con la sua impresa nella realizzazione di alloggi di edilizia popolare a Grumo Appula, fosse rimasto vittima – in entrambi i casi – di estorsioni (non denunciate) da parte della criminalità locale e costretto ad assumere personale per ottenere la cosiddetta ‘protezione’. Questi, inoltre, si è reso responsabile della corruzione di un funzionario amministrativo già in servizio presso la Regione Puglia, per accelerare l’emissione dei mandati di pagamento.

Tags: operazione-nemesi
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