Arriva la conferma definitiva anche nel secondo grado di giudizio: tutte le assoluzioni sulle presunte irregolarità relative al Parco Gondar di Gallipoli sono state consolidate. La nota cittadella della musica e dell’intrattenimento, già dissequestrata da tempo e rinomata sede di concerti ed eventi di respiro internazionale, vede chiudersi definitivamente la complessa vicenda giudiziaria.
Nella giornata di ieri, la Corte d’Appello di Lecce ha dichiarato inammissibile l’appello proposto dalla Procura, confermando integralmente la sentenza di primo grado.
La sentenza di primo grado e gli imputati assolti
Il lungo iter legale aveva visto una tappa fondamentale il 26 aprile del 2021, quando il Tribunale di Lecce aveva assolto tutti gli imputati coinvolti a vario titolo nella gestione e nelle autorizzazioni della struttura.
Tra le persone prosciolte figurano gli amministratori della Gondar srl, tra cui Ferruccio Errico (di Gallipoli, anche in qualità di legale rappresentante della società “Sold Out”) e Christian Scorrano; i tecnici progettisti Antonio Ferilli, Mario Stefanelli e Franco Ancora, tutti residenti a Gallipoli e i funzionari pubblici Sergio Leone (di Taviano, all’epoca dei fatti delegato alla firma per il dirigente del settore urbanistico) e Giuseppe Cataldi (dirigente del settore urbanistico).
Il collegio difensivo è stato composto dagli avvocati Luigi Covella, Carlo Viva, Ladislao Massari, Fabrizio Ferilli, Giuseppe Bonsegna, Sabrina Conte e Francesco Colloridi.
Le accuse ipotizzate e la caduta dei sigilli
I capi d’imputazione contestati a vario titolo riguardavano reati di falso ideologico, invasione di terreni e deturpamento, realizzazione di opere abusive su demanio marittimo e lottizzazione abusiva.
Già nel giudizio di primo grado, il giudice aveva disposto l’assoluzione degli imputati da tutte le accuse principali per non aver commesso il fatto o perché il fatto non costituisce reato, dichiarando contestualmente l’intervenuta prescrizione per le presunte contravvostruzioni edilizie secondarie. In tale sede era stato ordinato l’immediato dissequestro della struttura.
La storia dei sequestri e la richiesta di confisca
La vicenda giudiziaria era iniziata nel marzo del 2015, quando i militari della Guardia di Finanza di Gallipoli avevano apposto i primi sigilli alla struttura. Successivamente, nell’aprile del 2017, si era verificato un sequestro bis disposto dal GIP.
Nel corso del procedimento, la Procura aveva chiesto ben sette condanne e aveva invocato la confisca definitiva del Parco Gondar. La decisione della Corte d’Appello mette ora la parola fine alle pretese dell’accusa, sancendo la legittimità della struttura.





