Il personale militare della Guardia Costiera di Gallipoli e di Porto Cesareo ha condotto con successo una mirata operazione di contrasto alla pesca illegale, un fenomeno che minaccia gravemente l’equilibrio dell’ecosistema marino locale. L’intervento, pianificato durante le ore notturne, ha permesso di stroncare un’attività illecita in pieno svolgimento.
Il blitz tra Torre Squillace e Sant’Isidoro
L’attività di polizia marittima si è concentrata nel tratto di costa tra Torre Squillace e Sant’Isidoro, area ricadente nella Zona “C” dell’AMP di Porto Cesareo. Qui, un pescatore di frodo è stato sorpreso mentre praticava la pesca subacquea ricreativa di ricci di mare. Si ricorda che la raccolta di questi echinodermi è severamente vietata nei mesi di maggio e giugno per consentire il ripopolamento della specie.
L’importanza della tecnologia: videosorveglianza decisiva
Il successo dell’operazione è stato reso possibile grazie al costante monitoraggio del sistema di videosorveglianza dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Grazie all’attenta analisi delle telecamere, i militari hanno potuto individuare il soggetto e monitorarne i movimenti sin dalle prime luci dell’alba, coordinando l’intervento a terra e in mare per coglierlo in flagranza di reato.
Il bilancio: sequestri e sanzioni
Al termine dei controlli, il bilancio è stato significativo:
- 500 esemplari di riccio di mare sequestrati, poiché catturati illegalmente utilizzando ausili respiratori (bombole da sub), pratica vietata per questa tipologia di pesca.
- Sanzione amministrativa di 2.000 euro comminata al trasgressore, come previsto dalla normativa vigente a tutela delle risorse ittiche.
- Sequestro delle attrezzature, tra cui bombola da sub e strumenti per la raccolta.
I ricci di mare, fortunatamente ancora in stato vitale, sono stati immediatamente rigettati in mare, restituendoli al loro habitat naturale.
Impegno costante per la tutela ambientale
Questa operazione si inserisce nel più ampio piano di controllo del territorio predisposto dalla Guardia Costiera. L’obiettivo è duplice: salvaguardare le risorse ittiche e proteggere la biodiversità marina di una delle aree più pregiate del Salento. Le autorità invitano la cittadinanza a segnalare eventuali comportamenti illeciti, ricordando che la tutela del mare è un bene collettivo che garantisce la salute del nostro ecosistema.






