Processo “Favori e giustizia”. Procura chiede condanna a 12 anni e 6 mesi per l’ex pm Emilio Arnesano

Le accuse a vario titolo ed in diversa misura sono: corruzione in atti giudiziari; induzione a dare o promettere utilità a pubblici ufficiali e abuso d’ufficio

La Procura chiede una dura condanna per l’ex pm Emilio Arnesano.

Dinanzi ai giudici in composizione collegiale (Presidente Federico Sergi), nell’ambito del processo “Favori e Giustizia”, il pm Anna Gloria Piccininni ha chiesto: 12 anni e 6 mesi per Emilio Arnesano, 63enne di Carmiano; 4 anni e 6 mesi, per il dirigente medico Giuseppe Rollo, 60 anni di Nardò, 2 anni per l’avvocato Manuela Carbone, 35 anni di Matino.
Chiesta l’assoluzione, “per non aver commesso il fatto”, per gli avvocati Mario Ciardo, 57enne di Tricase, Augusto Conte, 79 anni di Ceglie Messapica e per Federica Nestola, 33 anni di Leverano.
Il pm Piccininni, nel corso della requisitoria durata circa 3 ore, ha ripercorso le tappe della vicenda giudiziaria, ribadendo le accuse nei confronti di tutti gli imputati. Il pm ha sottolineato la gravità della condotta di Arnesano che ha svenduto la funzione di magistrato per ottenere utilità anche di poco conto.
Le accuse a vario titolo ed in diversa misura sono: corruzione in atti giudiziari; induzione a dare o promettere utilità a pubblici ufficiali e abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio. La prossima udienza è fissata per il 3 dicembre, quando inizieranno a discutere gli avvocati. La sentenza è prevista per l’8 gennaio.
Invece, l’ex Direttore dell’Asl Ottavio Narracci, 61 anni di Fasano e il dirigente medico Carlo Siciliano, 65 anni di Lecce hanno chiesto ed ottenuto di essere giudicati con il rito abbreviato. L’udienza è fissata per il 4 dicembre.

E poi nei mesi scorsi, in una delle prime udienze del processo, ha patteggiato la pena ad 1 anno ed 11 mesi, il dirigente medico Giorgio Trianni, 67 anni di Gallipoli. Patteggiamento a 2 anni ed 8 mesi, prima dell’inizio del processo, invece, per l’avvocato Benedetta Martina, 32 anni di Copertino.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati: Amilcare Tana, Renata Minafra, Luigi Covella, Luigi, Alberto ed Arcangelo Corvaglia, Gabriele Valentini, Ladislao Massari, Antonio Savoia, Aldo Morlino, Carlo Panzuti, Nicola Buccico, Cesare Placanica, Giangregorio De Pascalis del Foro di Trani, Stefano Prontera, Francesco Paolo Sisto, Stefano Chiriatti.

Ricordiamo che nel corso del processo sono stati ascoltati numerosi testimoni, tra magistrati, medici ed imprenditori.

L’inchiesta

Nel dicembre del 2018, dopo una serie di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle di Lecce, è stata data esecuzione allOrdinanza del Giudice per le Indagini Preliminari di Potenza che ha disposto vari arresti.

Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di Emilio Arnesano e Carlo Siciliano. Inoltre, domiciliari per Giorgio Trianni e Giuseppe Rollo, dirigenti della Asl di Lecce, oltre all’avvocato Benedetta Martina. Le misure sono state successivamente revocate dal Riesame e dai giudici del processo.

Favori a medici e dirigenti della Asl?

Emilio Arnesano sarebbe stato protagonista di svariati episodi di corruzione a favore di medici e dirigenti della Asl di Lecce, amici di Carlo Siciliano, tra cui Ottavio Narracci (direttore sanitario dellAzienda sanitaria leccese fino al 2015 e da gennaio 2018 direttore generale della stessa), Giorgio Trianni (dirigente Asl Lecce), Giuseppe Rollo (Primario del Reparto di Ortopedia e Traumatologia del Vito Fazzi).

In primo luogo si tratterebbe di favori a carattere economico, tra cui unimbarcazione di 12 metri venduta da Siciliano ad Arnesano ad un prezzo di favore. Inoltre venivano preordinate delle battute di caccia in Basilicata, per compiacere il magistrato. Questo per far ottenere a Narracci lassoluzione dallaccusa di peculato davanti al Tribunale di Lecce. E poi altri favori ottenuti da altri dirigenti tra cui visite mediche specalistiche per sé e per amici e familiari o la vendita di beni a prezzi irrisori.

Favori in cambio di prestazioni sessuali?

Secondo laccusa, il magistrato Emilio Arnesano “vendeva lesercizio della sua funzione giudiziaria in cambio di incontri sessuali e altri favori“. Il PM leccese avrebbe stretto un rapporto con il legale Benedetta Martina e in diverse occasioni avrebbe pilotato procedimenti in cui gli indagati erano assistiti dallavvocatessa, ottenendo in cambio dalla stessa prestazioni sessuali. Ma non solo. Come risulterebbe dalle indagini, la stessa avvocatessa Martina avrebbe intercesso presso Arnesano perchè una sua giovane collega superasse la prova orale dellesame di abilitazione alla professione forense. Per questo motivo Arnesano, con la promessa di incontri sessuali, avrebbe contattato lavvocato Ciardo, componente della commissione desame, e si sarebbe con lui incontrato per concordare il tutto.

Le nuove accuse

Successivamente, nel corso del processo, il pm ha rimodulato una prima volta il capo dimputazione principale di corruzione in atti giudiziari, incentrato sui rapporti di Emilio Arnesano con il Direttore dellAsl Ottavio Narracci ed i dirigenti medici Carlo Siciliano e Giorgio Trianni.

Il pm ritiene, attraverso la nuova imputazione, che tra i favori ottenuti da Arnesano, attraverso Siciliano, vi sia anche quello per suo figlio. Le indagini avrebbero fatto emergere la partecipazione del magistrato, su invito del medico, ad una manifestazione nel porto turistico di Brindisi, nel luglio del 2014, riguardante la premiazione della Igeco Costruzioni Spa da parte di una società nautica statunitense. In tale circostanza, Arnesano avrebbe chiesto a Siciliano di intercedere presso l’amministratore della società (nei confronti della quale dichiarava di avere in carico un fascicolo processuale) per far assumere il proprio figlio. A partire dal novembre 2014 e fino a maggio del 2015, questi venne effettivamente assunto presso la Igeco con un contratto a tempo determinato. E poi, da maggio a novembre del 2015, il figlio del pm avrebbe ottenuto un posto di lavoro presso la OMNIA Costruzioni Spa (facente parte del gruppo Igeco).

Non solo, poiché la Procura contesta ad Arnesano anche l’accusa di rivelazione di segreti d’ufficio, per due episodi. Il pm arrestato avrebbe fatto partecipare, all’interno del suo ufficio, l’avvocatessa Manuela Carbone (coinvolta nel filone d’indagine, cosiddetto “sesso e favori”) ad una riunione operativa con la Gdf. In tale modo la metteva a conoscenza dello stato delle indagini, anche in ordine ad una eventuale richiesta di misura cautelare verso alcuni funzionari di un ufficio tecnico e di un imprenditore.

C’è poi un secondo episodio contestato dalla Procura. Nel corso di una conversazione, Arnesano rivela ad una commercialista, che svolge anche l’attività di curatore fallimentare, di aver avanzato una richiesta di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Giuseppe Taurino, Sindaco di Trepuzzi, per l’ipotesi di reato di abusi edilizi.

E alcune settimane fa, il pm potentino ha nuovamente rimodulato il capo dimputazione principale di corruzione in atti giudiziari. Secondo quanto sostiene la Procura di Potenza, Ottavio Narracci avrebbe procurato a un amico del pm Emilio Arnesano, unassunzione presso unazienda con un contratto a tempo indeterminato e rinnovato di volta in volta alla scadenza, complessivamente per 18 mesi, fino al 20 novembre del 2018.

Non solo, poiché la Procura potentina contesta anche gli aiuti giudiziari di Arnesano a un urologo, in cambio della fornitura di pastiglie di Viagra. Dopo avergli consegnato la scatola ed essersi impegnato a trovare altre pastiglie ritenute più efficaci, il medico avrebbe chiesto ad Arnesano di interessarsi ad un procedimento che coinvolgeva una persona a lui vicina, come aveva “promesso” fare. Il magistrato garantiva di partecipare alludienza preliminare e in secondo luogo di richiedere al gip – che doveva decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm titolare dellinchiesta – di emettere una sentenza di non luogo a procedere.