Addio al relitto di Torre San Giovanni, rimosso il peschereccio ‘fantasma’

Rimosso il peschereccio fantasma che, più di un anno fa, si era incagliato a Torre San Giovanni. In questi mesi ha fatto da sfondo a centinaia di foto e video

Il vecchio peschereccio arrugginito comparso dal nulla nello specchio di acqua che bagna Torre San Giovanni non c’è più. L’imbarcazione che dal 16 dicembre 2022 aveva fatto da sfondo a centinaia di foto e video, condivisi sui social, è stato rimosso. Un destino già annunciato, anche se qualcuno aveva suggerito di lasciarlo lì, dove si era incagliato nel suo ultimo viaggio. Sarebbe stata, sostenevano i contrari alla demolizione, un’attrazione per i turisti in vacanza nel Salento. In tanti, incuriositi dal peschereccio ‘fantasma’, infatti, avevano raggiunto Torre San Giovanni per immortalare il relitto con il suo carico di mistero e segreti, nascosti nei 20 metri di lamiere di colore blu. Per altri era solo un “mostro abbandonato”, un ammasso di ferraglia da togliere il prima possibile. Del resto, le sue pessime condizioni ne impedivano la riparazione e il riutilizzo.

Malinconico e solitario, il peschereccio raccontava ai passanti il suo ultimo viaggio, terminato a pochi metri dalla scogliera, nelle secche del litorale non lontano dall’isolotto di Pazze, dove si è incagliato forse per le condizioni proibitive del mare, forse per la scarsa visibilità. Nessuna sigla identificativa, una scritta in arabo sulla fiancata, qualche indumento ritrovato dagli uomini della Guardia Costiera durante il sopralluogo avevano lasciato immaginare che fosse stata usata per “accompagnare” i migranti sulle coste del Salento. A bordo però non c’era nessuno né risultavano segnalazioni di avvistamenti sospetti o di persone scomparse.

Le operazioni di rimozione del peschereccio utilizzato per il trasporto di migranti sono cominciate alle prime luci dell’alba. L’imbarcazione è stata portata a riva da una ditta incaricata dall’Agenzia delle Dogane. Dopo aver constatato l’assenza di falle nello scafo in ferro, il peschereccio è stato rimorchiato e accompagnato in un ultimo viaggio in un cantiere di Gallipoli. Si conclude così la storia della vecchia e malandata imbarcazione arrivata a Torre San Giovanni e diventata, con il tempo, una compagna silenziosa durante l’inverno.

Tutte le operazioni si sono svolte sotto la supervisione del Comandante dell’Ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni d’Ugento e dell’Amministrazione Comunale.

«Sono sincero, un po’ di nostalgia la sento già. Mi ero abituato a quei 20 metri di ferro e ruggine, a quello scafo che, quella notte, ha turbato la quiete delle nostre coste, aprendo un nuovo capitolo nella nostra storia, fatto di ricerca e speranza, non di trasgressione e delinquenza, come qualcuno ha sempre pensato di descriverlo» ha dichiarato il presidente del consiglio Vincenzo Scorrano.

«Grazie alla collaborazione tra il Comune di Ugento, l’Agenzia delle Dogane, la capitaneria di porto e l’ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni, la società “Ecomar Srl” di Galatina ha recuperato il peschereccio e si occuperà dello smaltimento. Siamo consapevoli dei disagi causati e ci scusiamo per il ritardo. Come amministrazione, ci siamo impegnati per evitare che le spese ricadessero sull’ente e per arrivare il prima possibile a questo significativo momento», è stato il commento del sindaco di Ugento, Salvatore Chiga.