Casarano, il rischioso intervento dei Vigili del fuoco per salvare il gatto caduto in una cisterna

Grazie all’intervento dei vigili del fuoco di Gallipoli e del supporto del nucleo speciale reparto SAF, il gatto è stato tratto in salvo da una cisterna profonda quasi quindici metri.

C’è voluto anche l’intervento del reparto Saf di Lecce, Speleo Alpino Fluviale, in collaborazione con i vigili del fuoco della sezione di Gallipoli, per recuperare un gatto precipitato accidentalmente in una cisterna per la raccolta dell’acqua, questa mattina in quel di Casarano. Quello che infatti, poteva risultare la più classica delle operazioni, per gli uomini in divisa nero e oro, si è trasformata in realtà in una vera e propria missione di soccorso di natura quasi “speleologica”.

I fatti

La scomparsa dell’animale che non rientrava, ad un tratto il rumore dei miagolii lamentosi ed incessanti provenienti da qualche parte nelle vicinanze, poi la successiva scoperta e la chiamata necessaria ai vigili del fuoco, per i proprietari del povero malcapitato, che molto preoccupati non sapevano come fare per recuperarlo.

La difficoltà dell’intervento, infatti, si è rivelata assai complessa anche da parte della normale squadra di soccorso gallipolina, quando è arrivata sul posto. Da lì dunque l’intervento del nucleo speciale Saf, in forza già da alcuni anni presso la sede centrale del Comando Provinciale di Lecce, per quanto riguarda le missioni ad alto rischio naturale e speleologico che, dopo aver effettuato le normali verifiche di rito, è riuscito a far calare uno dei suoi uomini per recuperare il cucciolo, così da poterlo restituire ai legittimi proprietari.

Poco più di quaranta centimetri, la misura dell’apertura di bocca della cisterna per la raccolta dell’acqua e neanche tanto sufficiente al passaggio di una persona adulta, ha richiesto da parte della squadra speciale la verifica iniziale di accertamento della respirabilità dell’aria, a causa dell’ambiente confinato ed angusto.

Poi l’applicazione della necessaria attrezzatura di discesa e risalita per il salvataggio, con il discensore e il fissaggio del bloccante, l’imbrago per il passaggio in parete costituito dai moschettoni e le corde di gancio di tipo statico e l’impianto elettrico portatile, hanno permesso l’incursione in totale sicurezza di uno degli addetti, munito inoltre di casco luminoso per via della totale mancanza di luce, lungo la bocca del manufatto e nell’antro.

L’epilogo finale

In conclusione l’epilogo felice e fortunato del recupero dell’animale, chiaramente provato oltre che dalla paura della caduta nel collo profondo del pozzo, anche per gli interminabili momenti trascorsi all’interno della cavità, dall’avvenimento inziale al suo salvataggio.

Anche i proprietari, all’inizio molto spaventati e preoccupati per le sorti incerte dell’accaduto, si sono sentiti più sollevati e sereni non appena hanno potuto finalmente riavere tra le loro braccia l’amato animale domestico e non nascondendo per giunta un naturale senso di commozione e premura, una volta tratto in salvo.

Agli uomini del reparto dei vigili del fuoco e dell’unità speciale di recupero inoltre, è andata tutta la loro gratitudine e soddisfazione per la riuscita dell’impresa e il lavoro svolto di tutt’altro che facile sforzo.