Scuola, Emiliano difende la scelta della Dad: “un sacrificio dei ragazzi per ‘proteggere’ le persone a cui vogliono bene”

Ospite di Start su Sky Tg24 il Governatore Michele Emiliano ha toccato anche il tema della scuola: «La forzatura per andare in presenza, a qualunque condizione, rischia di diventare un atto di egoismo» ha detto.

«Siamo tutti dell’idea che la didattica in presenza sia meglio, ma la didattica a distanza è un elemento interessante, che va utilizzato spiegando ai ragazzi che stiamo sopportando sacrifici per evitare un rischio, che i ragazzi fanno per mettere in sicurezza le persone a cui vogliono bene. La forzatura per andare in presenza, a qualunque condizione, rischia di diventare un atto di egoismo». Il Governatore Michele Emiliano, ospite di  Start su Sky Tg24, ha toccato anche il tema della scuola, difendendo la “scelta” di firmare l’ultima ordinanza che ha disposto la Didattica Digitale Integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori.

L’obiettivo era quello di “svuotare” le classi elementari e medie,  lasciando alle famiglie la scelta di richiedere la lezione in presenza ai presidi. Richiesta che, però, non è tardata ad arrivare sul tavolo dei dirigenti da parte dei genitori favorevoli al ritorno tra i banchi. Di fronte alla confusione Emiliano aveva ripetuto, in un post pubblicato sul suo profilo Facebook. che «nessuno è obbligato ad andare a scuola», insistendo sulla necessità di lasciare alle famiglie “la possibilità di decidere se correre il rischio del contagio da presenza o tenere i figli a casa”, ma al suono della campanella in tanti si sono presentati ai cancelli.

La scuola non è stato l’unico argomento toccato dal Presidente della Regione Puglia. Ha parlato anche dei contagi. «In Puglia il contagio è stabile, non cresce ed è elevato. Quindi, basta un nulla per riaccendere e ripartire verso la terza ondata. Se parte la terza ondata con la variante inglese che è più veloce di quella che abbiamo avuto finora – ha dichiarato –  ha rischiamo di andare di nuovo in crisi nonostante la nostra forza ospedaliera. Non bisogna dimenticare che a un certo numero di contagiati corrisponde un certo numero di morti, a prescindere dai posti letto».

 



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