Scoperta cava abusiva a Presicce-Acquarica, scatta il sequestro. Nei guai due persone

Sequestrate anche alcune macchine utilizzate per gli scavi. Inoltre è stato contestato il reato di inquinamento ambientale. Un milione e 500mila euro il valore del sequestro.

Il settore del ciclo del cemento e la regolarità delle attività estrattive, sono da sempre tra gli obiettivi ritenuti maggiormente impattanti dal punto di vista della salvaguardia del territorio ed è per questo che il Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica di Roma, li ricomprende annualmente nei settori d’intervento dei Noe dislocati sul territorio nazionale.

Dopo i numerosi interventi effettuati nei mesi scorsi nel territorio salentino, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce, hanno sottoposto a sequestro preventivo un’altra cava, questa volta nel territorio di Presicce Acquarica.

La misura cautelare, è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo, che ha concordato integralmente con le ipotesi investigative e le richieste avanzate dai militari, scaturite da un controllo effettuato l’11 marzo scorso e ha riguardato un’area di circa 100mila metri quadrati, pari quasi a 10 campi da calcio, che è stata coltivata senza alcun titolo autorizzativo e in violazione di numerose norme dettate dalla specifica normativa di settore, nazionale e regionale.

Particolare di non poca rilevanza, dal punto di vista penale è, soprattutto, la contestazione del reato di “inquinamento ambientale” che è stato attribuito ai gestori della cava, un 71enne e un 62enne, per aver cagionato abusivamente una compromissione e un deterioramento “significativi e misurabili” del suolo effettuando escavazioni in profondità, rispetto al piano di calpestio, asportando migliaia di metri cubi di materiale litoide.

Oltre all’area in questione è scattato il sequestro per diverse macchine utilizzate per le operazioni di scavo.

Il valore del sequestro ammonta a circa un milione 500mila euro.



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