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Torre San Giovanni, le indagini scattate in estate sullo stabilimento balneare terminano con i sigilli

by Redazione
21 Ottobre 2020 18:40
in Cronaca
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L’estate è stata archiviata da un pezzo, ma il lavoro degli uomini in divisa per “proteggere” e tutelare il mare e il demanio continua anche in autunno. Nelle scorse ore, i militari della Guardia Costiera di Gallipoli hanno sottoposto a sequestro preventivo uno stabilimento balneare sul litorale di Torre San Giovanni, marina di Ugento. Il provvedimento è l’ultimo atto di una complessa  attività d’indagine, cominciata nel corso della passata stagione e finita con i sigilli apposti, come scritto nel decreto del  Giudice per le Indagini Preliminari, al chiosco e a tutte le opere installate in assenza dei previsti titoli autorizzativi ed in spregio alle numerose norme di tutela ambientale, edilizia e paesaggistica.

In particolare la pedana alla base del lido, realizzata “scavando” nella sabbia, era stata coperta con materiale plastico. E comunque aveva una struttura difforme rispetto a quella autorizzata. Anche il chiosco di circa 40 mq – di più della metratura autorizzata – aveva una copertura diversa da quella prevista dal titolo edilizio. A pochi passi dal chiosco, sono stati trovati dei locali adibiti a deposito, infermeria e wc, anch’essi privi di qualsiasi titolo autorizzativo e coperti con pannelli coibentati in alluminio. Da ultimo, gli scarichi dello stabilimento risultano confluenti in una fossa situata a ridosso delle dune costiere, scavata nella sabbia senza alcuna autorizzazione ambientale.

Anche in virtù degli stringenti vincoli paesaggistici ed alla rilevanza naturalistica del sito si è reso necessario procedere al sequestro del lido anche per consentire il ripristino dello stato naturale dei luoghi.

Multa salata ad un pescatore di frodo, aveva catturato 400 ricci

Non è stato l’unico intervento. Il personale dell’Ufficio Locale Marittimo di Torre Cesarea, con l’aiuto della Polizia di Stato e dal personale dell’Ente di gestione dell’Area Marina Protetta, ha individuato, grazie al sistema di videosorveglianza, un soggetto intento nella raccolta abusiva del riccio di mare.

L’attività di pesca illegale, effettuata sin dalle prime luci dell’alba all’interno della zona C dell’Area Marina, aveva fruttato circa 400 ricci, tutti contenuti in un retino artigianale. Sequestrati, sono stati rigettati in mare, poiché appena catturati e dunque ancora in stato vitale. Al pescatore di frodo, oltre al sequestro dell’attrezzatura subacquea, è stata comminata anche una sanzione amministrativa di 2000 euro.

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