Vuole andare in pensione e scopre di essere stato truffato. L’incredibile storia di un imprenditore salentino

Non solo non può andare in pensione non avendo versato i contributi, ma ha anche scoperto di aver a sua insaputa assunto centinata di braccianti

Triste voler andare in pensione dopo una vita di lavoro e accorgersi che si è impossibilitati a farlo perchè chi ritenevi un tuo collaboratore e una tua persona di fiducia tanto da affidargli la contabilità della tua azienda ti ha tradito e ti ha messo nella condizione non solo di non poter meritatamente godere del ‘riposo’, ma anche di essere debitore dello Stato per una somma spropositata che, ovviamente, non potrai mai restituire perchè sei in uno stato di indigenza, anzi per dirla tutta di povertà.

La storia che raccontiamo oggi ha dell’incredibile, pur non essendo la prima e ahinoi nemmeno l’ultima…Il racconto viene dal Nord Salento, da un ex imprenditore ormai alla soglia dei 70anni.

In questi giorni non ha lesinato di contattarci, di inviarci tutta la documentazione che attesta la veridicità di ciò che racconta: denunce, deposizioni, lettere. Quello che colpisce è la sua agitazione, l’assenza di un barlume di serenità. Del resto, parliamo di un uomo che pensava di andare in pensione e di potersi godere il giusto e meritato riposo e si trova, invece, protagonista di una vicenda kafkiana che teme possa risolversi in una bolla di sapone, in una di quelle tante storie che si perdono nei meandri della giustizia italiana. Il timore più grande è che chi dovrebbe restituirgli il maltolto arrivi a farla franca.

‘Giunto alle soglie dell’età pensionabile, mi sono rivolto ad un sindacato per inoltrare istanza di pensione anticipata (era il periodo di Quota 100). Certo di possedere i requisiti, ho atteso l’esito della domanda. Dopo qualche mese, l’Inps mi ha comunicato che la richiesta che avevo inoltrato non poteva essere acolta in quanto il versamento della contribuzione nella gestione separata era risibile. Allarmato, sono andato ad approfondire la vicenda e mi sono reso conto di come il mio commercialista avesse omesso di versare la contribuzione nella gestione separata. Eppure quelle somme che avrebbe dovuto versare e che mi richiedeva, il sottoscritto con assoluta puntualità gliele portava. Gli venivano consegnate brevi manu da me o dalla responsabile della contabilità della mia azienda. Il mio estratto conto previdenziale parlava chiaro: fino a quando le mie posizioni erano state gestite da altri professionisti il versamento dei contributi era regolare, mentre da quando era subentrato colui che mi ha pugnalato alle spalle i versamenti erano spariti’.

Immaginate lo choc che può provare una persone che fin da quando ha fatto il suo ingresso nel mondo del lavoro ha pagato i contributi che, una volta “adulto” gli avrebbero consentito di vivere quel che resta della vita in modo dignitoso e si ritrova senza niente.

Ma il racconto a questo punto diventa ancora più assurdo, perché non si tratta più del gesto di un professionista infedele. Andando a fondo si scopre una macchinazione che interseca la storia di altre persone e che fa pensare ad un sistema di raggiri ben oliato. L’ex imprenditore scopre altre situazioni vergognose:

‘Innazitutto risulta che io avrei delegato ad occuparsi delle mie buste paga un consulente del lavoro di cui io non avevo assoluta conoscenza: basta un semplice sguardo per rendersi conto che quella delega ha in calce una firma falsa. Ma c’è di più: ho scoperto che nella mia azienda agricola nel corso degli anni erano stati assunte, a mia insaputa, in qualità di braccianti, decine e decine di persone che, visto che si trattava di contratti a termine, come da prassi nel settore, hanno percepito innumerevoli indennità di disoccupazione facendo un danno enorme non solo al sottoscritto, ma anche all’Inps. Non so dire però se le persone che risultavano assunte presso la mia zienda avessero consapevolezza o meno di tali circostanze e fossero complici oppure se tutto avvenisse anche alle loro spalle’.

Quelle persone, assunte a sua insaputa, oggi percepiscono la pensione, piccola o grande che sia. Quella pensione che l’uomo sognava e si è vista scivolare tra le mani.

Una storia quella che viene affidata a Leccenews24 che fa male. Fa male sentire la smania di giustizia di chi ha subito un torto, la sua paura di essere impotente dinanzi ai meccanismi del sistema, il timore per il rischio che tutto passi in cavalleria.

La giustizia, ovviamente, ha i suoi tempi nel rispetto della verità. Ma questi tempi se si ritiene di essere dalla parte della ragione e di aver subito un torto immenso sembrano l’ennesima ingiusta colpa da dover scontare. Noi seguiremo questa storia, non possiamo certo fermarci. Diciamo che siamo alla prima puntata di una serie. Lo dobbiamo a chi si sente disperato e chiede di avere voce.