“Strategia processuale per ottenere l’assoluzione”: il gip sui rapporti tra Arnesano e Narracci

L’interessamento per la vicenda giudiziaria, sarebbe avvenuta, secondo il gip, sempre attraverso l’intermediazione degli amici medici, tra cui Carlo Siciliano.

Il sistema dei favori ottenuti dai suoi amici medici e poi contraccambiati da Arnesano avrebbe avuto anche un’altra finalità: favorire Ottavio Narracci (finito sotto inchiesta), quando era Direttore Generale della Asl di Lecce.

Il processo per peculato e abuso d’ufficio prese le mosse da un esposto anonimo, inviato alla Procura di Lecce, in cui si parlava di un uso disinvolto dell’auto blu e si descrivevano i viaggi da Lecce a Fasano (suo paese di origine). Narracci, invece, si difese sempre affermando che gli spostamenti venivano effettuati per ragioni di servizio.

Per la Procura di Potenza, Arnesano si sarebbe impegnato «personalmente, quale pm di udienza, in una strategia processuale tesa a fare ottenere l’assoluzione» dal reato di peculato a Naracci (cosa che avvene realmente). Inoltre, analizzando il traffico telefonico del pm, il 30 novembre, 2016, risultano due telefonate verso il cellulare di Narracci a cui non risponde ( secondo il gip, solo per una questione di prudenza).

Non solo, il Procuratore Aggiunto Elsa Valeria Mignone, titolare del fascicolo d’indagine, segnalò (con una nota del 15 ottobre del 2018), al Procuratore Capo di Lecce Leonardo Leone De Castris, come Arnesano si fosse prodigato per seguire il dibattimento personalmente e avesse tenuto una condotta processuale anomala, rinunciando a due testi di lista del pm, ritenuti assai importanti ed, infine, chiedeva l’assoluzione di Narracci.

La vendita della barca a prezzo di favore

L’interessamento di Arnesano, per la vicenda giudiziaria di Narracci sarebbe avvenuta, secondo il gip, sempre attraverso l’intermediazione degli amici medici, tra cui Carlo Siciliano.

E in una conversazione con quest’ultimo, lo stesso Narracci definisce i suoi colleghi e correi “una banda di matti, cui lui guarda le spalle”. E continua il gip, Arnesano si mette a disposizione degli amici di Siciliano, come nel caso della vendita a prezzo di estremo favore, di una grossa imbarcazione da parte di quest’ultimo.

Per questo episodio, risulta indagato anche il notaio Sergio Gloria che risponde di falso in atto pubblico (in concorso con Arnesano e Siciliano). Dalle conversazioni intercettate in ambientale risulta poi che, il pm avrebbe pagato la barca in contanti, presentandosi alla stipula con mazzette di banconote per complessivi 28.000 euro, tenute insieme da elastici.

Siciliano: beh che reato eh!

Notaio: come che reato è, tutti i soldi in contanti da dove vengono?

Arnesano: Piccoli regali

L’imbarcazione, inoltre, sarebbe stata utilizzata da Arnesano come “alcova” per i suoi rapporti intimi con una giovane avvocatessa ed una commercialista, “con l’aiuto dello stesso Siciliano, che almeno in un caso lo avrebbe “coperto” con una delle sue amanti che aveva trovato un orecchino di un’altra donna”.


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