Di A.C.
Arriva la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione per il 52enne di Taviano arrestato nel febbraio del 2018, per minacce e intimidazioni, ad alcuni componenti dell’Amministrazione comunale di Taviano, tra cui il vice sindaco. Simone Gaetani rispondeva dell’accusa di estorsione continuata.
Al termine del processo di primo grado, il giudice monocratico Elena Coppola, ha anche disposto il risarcimento del danno di 2mila euro verso il comune di Taviano, che si era costituito parte civile. L’ente era assistito dagli avvocati Vincenzo e Francesco Venneri. Disposte poi altre pene accessorie.
L’imputato, difeso dagli avvocati Mario Coppola e Biagio Palamà, potrà fare ricorso in Appello.
Va detto che Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Casarano eseguirono una misura di custodia cautelare in carcere – emessa dal Gip del Tribunale di Lecce – nei confronti di Gaetani, il quale successivamente venne sottoposto agli arresti domiciliari. In seguito gli fu revocata ogni misura.
Secondo l’accusa, l’imputato, all’epoca dei fatti, avrebbe rivolto minacce, attraverso telefonate continue e appostamenti sotto casa; un assessore sarebbe, invece, sarebbe stato aggredito verbalmente poiché ritenuto “colpevole” di essersi opposto all’assegnazione a Gaetani dell’incarico di custode di Parco Richelli.
Infine, vi erano le minacce a due assistenti sociali da cui pretendeva denaro o l’assegnazione di giornate di lavoro. In ultimo, le richieste intimidatorie rivolte a un’impiegata comunale per l’assegnazione di sussidi.
L’accusa di estorsione fa riferimento anche ad altri episodi che coinvolgerebbero i titolari di esercizi commerciali di Taviano ( ristoranti bar, negozi di abbigliamento). L’uomo li avrebbe costretti a consegnargli beni mobili o consumare alimenti senza che questi ricevessero in cambio alcuna somma di denaro. Vittima delle richieste di denaro -che oscillavano tra i 20 ai 50 euro- anche un commercialista.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva dichiarato di non avere mai estorto denaro, poiché si trattava di compensi che gli erano stati promessi.





