Leccenews24
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ
No Result
View All Result
Leccenews24
No Result
View All Result

La tragedia del Vajont, il peggior disastro provocato dall’uomo

by Redazione
9 Ottobre 2023 12:32
in Cronaca
0

Un «disastro annunciato», si dirà… ma nessuno avrebbe mai immaginato che quel 9 ottobre 1963 la tragedia del Vajont avrebbe ferito al cuore l’Italia e il mondo intero, spezzando la vita di 1.917 persone, cancellando Erto e Casso e distruggendo quasi del tutto Longarone. Una ferita che fa fatica a rimarginarsi, nonostante siano passati quasi 60 anni dalla catastrofe. L’orologio aveva da poco segnato le 22.39, quando dal Monte Toc si straccarono 260 milioni di metri cubi di roccia e terra che cominciano a scivolare nel lago artificiale costruito per far funzionare una centrale elettrica. L’impatto con l’acqua provocò un’onda che ha travolto tutto, lasciando solo morte.

La notte che sconvolse il mondo

Qualche giornalista coraggioso aveva più volte raccontato che la diga, costruita in una zona geologicamente pericolosa esposta al forte rischio di frane e fenomeni sismici, era una minaccia. Tina Merlin, giornalista bellunese de L’Unità, il quotidiano del partito comunista, cominciò a scrivere dei rischi dell’impianto, ma ottiene come risposta una denuncia per diffusione di notizie atte a turbare l’ordine pubblico. C’erano stati anche dei periti, onesti, che avevano segnalato i movimenti del terreno. Se la montagna dovesse franare… dicevano la tragedia non potrà essere evitata. Se solo fossero stati ascoltati, forse la strage si sarebbe potuta evitare.

Tutte le paure si materializzeranno la sera del 9 ottobre, quando dalla montagna si staccano 260 milioni di metri cubi di roccia, terra e alberi. L’impatto nell’acqua contenuta nell’invaso, alla velocità di 100 km/h, provocò un’onda impressionante, dalla potenza due volte superiore alla bomba di Hiroshima e Nagasaki. In meno di due minuti si consuma l’irreparabile. Per Erto, Casso, le frazioni di San Martino, Pineda, Spesse, Prada, Liron, Col della Ruava, Forcai, Valdapont e Longarone non c’è scampo. 1.917 persone morirono. A 487 bambini fu cancellato il futuro. Il più piccolo, Claudio Martinelli, aveva appena 21 giorni di vita. Nessuno ha avuto il tempo di difendersi, di mettersi al riparo.

Non esistevano più case, né chiese, strade o scuole, monumenti e memorie e sogni. C’era solo fango, macerie. Silenzio, morte e desolazione.

Le colpe dell’uomo e la complicità della natura

Il 10 ottobre 1963, quando l’Italia si svegliò leggendo sui quotidiani la notizia del disastro del Vajont, accadde una cosa “strana”. Tante, tantissime penne del giornalismo di casa nostra archiviarono quello che era successo come una disgrazia naturale per la quale l’uomo non aveva alcuna responsabilità. Dopo il disastro, i veri responsabili furono elogiati per aver costruito una diga in grado di rimanere in piedi nonostante la sfortunata calamità. Un capolavoro di ingegneria coinvolto in una tragedia che nessuno poteva prevedere. In realtà, il Monte Toc ogni giorno scivolava di qualche centimetro, era come qualcuno aveva scritto, una montagna che cammina.

Solo Tina Merlin, “la Cassandra del Vajont”, firmò un pezzo in cui mise nero su bianco i sensi di colpa per non aver potuto fare di più. «Sto scrivendo queste righe col cuore stretto dai rimorsi per non aver fatto di più per indurre il popolo di queste terre a ribellarsi alla minaccia mortale che ora è diventata una tragica realtà. Oggi, tuttavia, non si può soltanto piangere. È tempo di imparare qualcosa…». In realtà non era stato facile farsi ascoltare.

All’indomani della tragedia si disse: mai più. Parole troppe volte ripetute, dopo disastri di ogni genere.

 

immagine di copertina difesa.it

Tags: accadde-oggiuna-data-una-storia
Previous Post

Al via la campagna vaccinale antiCovid e antinfluenzale della Asl di Lecce

Next Post

Si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, a Lecce il Sedile illuminato con luce verde

Ultime Notizie

Attualità

Salice Salentino, inaugura il nuovo Dog Park cittadino. Uno spazio sicuro e sostenibile

by Redazione

Inaugurato il nuovo Dog Park a Salice Salentino: un'area recintata di 1.300 mq con percorso agility dog, panchina coperta e...

epa02237771 (FILE) An undated file handout photograph released on 05 July 2010 showing a poster appealing for information on the whereabouts of missing Vatican city citizen Emanuela Orlandi, who dissapeared on 22 June 1983 and whose body is not never been found.  EPA/STF

La scomparsa di Emanuela Orlandi resta un mistero: tutte le piste che hanno portato ad un vicolo cieco

Paura nella notte a Spongano, incendio distrugge un’auto. Danneggiata una seconda vettura

Detail of the plants and the fruit of the prickly pear cactus

Il Gusto del Salento trapiantato a Parma: il fico d’India della poetessa Emanuela Rizzo trova casa alla Picasso Food Forest

Scopri la verità dietro l'usanza di lasciare bottiglie di plastica piene d'acqua davanti alla porta per allontanare cani e gatti. Funziona davvero?

Bottiglie di acqua davanti alla porta di casa, il rimedio popolare per tenere lontani cani e gatti

Il Tribunale di Viale De Pietro

Violenta aggressione a Maglie: donna picchiata e quasi strangolata con il guinzaglio. Condannata la vicina di casa

LECCENEWS24.it
Direttore responsabile: Marianna Merola
Korema Editore – P. IVA 04465860759
Registrazione al Tribunale di Lecce N. 1059 del 28/04/2010
E-mail: [email protected]
Tel. 328.7918277

IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • POLITICA
  • CRONACA
  • ATTUALITÀ
  • TURISMO
  • SPORT
  • CULTURA & SPETTACOLI
  • LOCALITÀ

Copyright © 2026