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«A Cuba si muore», un vescovo salentino lancia il grido d”™allarme

by Redazione
28 Luglio 2017 13:42
in Attualità
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Solo la libertà potrà dare speranza al popolo cubano. E’ stato un grido di aiuto ma anche una chiamata alle armi della coscienza e del buon senso quella del vescovo Bruno Musarò, nunzio apostolico a Cuba.

L’ambasciatore della santa sede presso la più nota isola dei Caraibi, ha celebrato la Messa a Vignacastrisi, nel parco San Pio da Pietrelcina. Qui l’alto rappresentante del governo Vaticano ha raccontato al termine della celebrazione le condizioni di povertà assoluta e degrado umano e civile in cui si trovano a vivere i cittadina cubani, vittime, ha detto il vescovo, di una dittatura socialista che li tiene soggiogati da 56 anni.

Gli italiani che si lamentano di tante cose devono sapere che a Cuba, ha spiegato mons. Musarò, un medico guadagna 25 euro al mese e che per vivere dignitosamente alcuni professionisti di notte vanno a fare i camerieri. Tutto è controllato dallo Stato, perfino il latte e la carne. Mangiare il vitello è un lusso, chi ammazza un vitello per mangiarlo viene arrestato a messo in prigione, l’unica speranza di vita per questa gente è la fuga dall’isola.

La chiesa cattolica è lì per aiutare bambini, donne e anziani prigionieri della dittatura cubana, ma soprattutto per contrastare il regime figlio della Rivoluzione del gennaio 1959.
Ancora oggi a distanza di più di mezzo secolo si parla della Rivoluzione, si inneggia ad essa, mentre la gente non ha lavoro e non sa come fare a sfamare i propri figli ha tuonato il Nunzio apostolico. La gente muore di fame, non ha nulla e lo Stato celebra la Rivoluzione.

Sono grato al Papa di avermi inviato in quell’isola ha concluso il vescovo, originario di Andrano, e spero di andar via, dopo che il regime socialista sia definitivamente scomparso.

Tags: emergenza-terzo-mondo
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