Alloggi universitari, nuovi posti al Pastor Bonus ma chi rifiuta perde il contributo. La protesta di Udu

La notizia dei nuovi posti a disposizione degli studenti arriva oltre i termini previsti dal bando e crea delle situazioni di disagio per gli studenti.

Contributi alloggio negati ad oltre un mese dall’inizio delle lezioni. È questa la denuncia di Udu Lecce – studenti indipendenti, che interviene duramente sulla decisione di A.Di.S.U. Puglia. Negli scorsi giorni 280 studenti idonei non beneficiari di posti alloggio si sono visti recapitare una mail da parte dell’ente pugliese nella quale si comunicava ufficialmente l’acquisizione del Pastor Bonus e l’aggiunta di 100 posti.

Una buona notizia, in teoria. Ma è qui che inizierebbero le difficoltà per gli studenti. Nella mail, infatti, oltre a comunicare questa nuova possibilità, si parla di perdita dello “status” di fuorisede. Così gli studenti che non accettano l’assegnazione del nuovo posto alloggio verranno considerati pendolari.

In mancanza di risposte e certi di non poter usufruire di un alloggio che prima non c’era, gli studenti in seguito destinatari della mail hanno provveduto diversamente, stipulando un contratto di locazione privato.

“E’ impensabile – dichiara l’Associazione –  che, post graduatorie definitive ed in tremendo ritardo rispetto alle tempistiche didattiche dell’Università del Salento, si decida di bandire dei posti aggiuntivi, non previsti nel “Bando “Benefici e Servizi” Anno accademico 2019/2020, e si pensi di penalizzare coloro che, essendo risultati idonei non beneficiari in un documento ufficiale dell’A.Di.S.U. Puglia, quali le graduatorie definitive stesse, abbiano stipulato un contratto di locazione privato poiché lo stesso bando prevede che tutti coloro risultati non beneficiari possano usufruire di un contributo alloggio di 1858,00 euro presentando regolare contratto di locazione di almeno 10 mesi”.

“Chiediamo, perciò, all’Assessore al Diritto allo Studio Sebastiano Leo ed al Direttore Generale dell’A.Di.S.U. Puglia Gavino Nuzzo, di assumersi le proprie responsabilità e di non lasciar pagare gli studenti per i propri errori decurtando oltre 2mila euro alla borsa di studio di coloro che, messi in una situazione di disagio dall’A.Di.S.U. Puglia, si trovano ora a pagare le conseguenze di un’organizzazione superficiale e poco accorta”.



In questo articolo: