I boschi, la risorsa vitale dell’estate 2022

Con le temperature africane degli ultimi giorni il Salento si riscopre fragile, perché è uno dei territori a maggior rischio desertificazione. Vediamo di quali oasi ombrose disponiamo

Alla ricerca dell’ombra perduta, è questo il titolo di giornata. Dopo il dramma provinciale, tutto salentino, della Xylella il fresco di una campagna rigogliosa è solo un ricordo. Ecco perché turisti e vacanzieri vanno alla ricerca di oasi ombrose che tentiamo quindi di passare in rassegna. Chiaramente parliamo delle principali…

Da nord a sud della costa orientale possiamo aprire il nostro breve viaggio dal bosco di Rauccio, nel territorio di Lecce, un parco regionale ricco di biodiversità con una lecceta tra le più rappresentative. Poi c’è l’area naturalistica più caratteristica in assoluto e cioè la zona di Torre Veneri a nord di San Cataldo, dove tra macchia mediterranea e pineta marittima è presente la nuova fauna del territorio leccese, composta da cinghiali, maiali selvatici e lupi.

Più a sud si aprono le porte della paradisiaca Oasi delle Cosine gestita dal WWF, patrimonio di incommensurabile ricchezza ambientale, con i suoi pantani costieri che ospitano decine di specie rare di uccelli migratori e non solo.

All’interno abbiamo Acaya con il famoso bosco Rugge, poi ciò che rimane del bosco di Calimera e la splendida realtà di contrada Laccu a Muro Leccese, per non parlare del perimetro verdeggiante dei laghi Alimini a Otranto, e il sontuoso circuito naturalistico di Masseria Torcito a Cannole.

E ancora il bosco di Vaste a Poggiardo, e quello di Tricase con il complesso delle querce vallonee.

 

Da non dimenticare il bosco di Cardigliano a Specchia e, risalendo, la rigogliosa serra del Cianci con i punti collinari più elevati della provincia.

Un posto speciale è occupato dalla magnifica pineta costiera di Porto Selvaggio, realizzata negli anni 50, quando furono piantati migliaia di alberi nell’ambito di uno dei più importanti progetti di riforestazione a livello nazionale, simbolo del riscatto sociale dell’Arneo, e infine l’area verde interna ed esterna alla pista Porsche NTC di Nardò, rifugio esclusivo di preziosissima fauna.

Si tratta insomma della grande ricchezza di questa terra, che non è solo mare. Per fortuna.