Braccianti agricoli senza sostegni, la protesta davanti alla Prefettura: “crollo giornate lavorative”

Sono quasi 20mila i lavoratori stagionali salentini che hanno perso 113mila giornate a causa di tagli di produzione. Stamattina il sit-in per chiedere di modificare il decreto Sostegni.

Si è tenuto stamattina il sit-in di protesta degli agricoltori che si sentono esclusi dagli aiuti straordinari previsti dal decreto Sostegni varato dal Governo Draghi. A organizzare la manifestazione davanti alla Prefettura di Lecce sono stati Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil che hanno consegnato al prefetto Maria Rosa Trio un documento con numerose richieste.

Sono quasi 20mila i lavoratori stagionali salentini rimasti senza sostegni, avvertono le organizzazioni sindacali, regolarmente iscritti negli elenchi anagrafici. A causa del Covid che ha tagliato la produzione, le giornate lavorative perse ammontano a 113mila, numeri davvero importanti che non possono essere ignorati.

Sono numerose le richieste avanzate dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, a partire dall’integrazione del decreto Sostegni. A questo si aggiunge anche il rifiuto di un eventuale ritorno della formula del voucher: la semplificazione dell’attuale normativa in agricoltura, sostengono, rischierebbe di vanificare il lavoro svolto per la trasparenza e regolarità nell’uso di questo strumento.

Ma non finiscono qui le richieste incluse nel documento consegnato al Prefetto: a garanzia per l’anno 2020, ai fini della tutela assistenziale e previdenziale, delle stesse giornate di lavoro svolte nel 2019; il bonus per gli stagionali dell’agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza; l’estensione della Naspi ai dipendenti a tempo indeterminato di imprese cooperative e dei loro consorzi; tutele ai lavoratori agricoli nelle zone colpite da calamità naturali, eventi distruttivi, parassiti quali Xylella e cimice asiatica; riconoscimento di una Cassa Integrazione stabile anche per i pescatori vista la forte riduzione dell’attività di pesca.

“I lavoratori hanno perso una quantità enorme di giornate lavorate. L’emergenza sanitaria ha fatto precipitare i lavoratori e le loro famiglie in una situazione di totale povertà. Non si possono abbandonare così e proprio adesso lavoratori che, in questo momento di picco del contagio proprio come accaduto un anno fa, continuano a mettere a rischio la loro vita per garantire un servizio primario quale quello agroalimentare. Senza di loro non potremmo portare sulle nostre tavole i prodotti ortofrutticoli alla base di un’alimentazione sana ed equilibrata che oggi, al pari del distanziamento sociale e della corretta igiene, è un fattore fondamentale per combattere il virus”, dichiarano i segretari generali territoriali Gianluigi Visconti (Fai-Cisl), Monica Accogli (Flai-Cgil) e Mauro Fioretti (Uila Uil).