Ospedale di Copertino, Cobas a Emiliano: “No alla chiusura del presidio con la scusa del Covid 19”

Il sindacato punta il dito sulla gestione del presidio ospedaliero e a fronte delle indiscrezioni sulla possibile chiusura dei reparti di chirurgia e ortopedia promette nuove mobilitazioni.

michele-emiliano

Si riaccendono i riflettori sull’ospedale di Copertino, già al centro delle polemiche negli scorsi mesi per la riduzione del personale e la chiusura di alcuni reparti e oggi in emergenza a causa di un focolaio di Coronavirus che ha costretto al trasferimento 13 pazienti ricoverati nel reparto di Medicina interna.

A fronte delle indiscrezioni sulla possibile chiusura del reparto di ortopedia e di chirurgia, il sindacato Cobas scrive al governatore pugliese Michele Emiliano e alla Asl di Lecce puntando il dito sulla gestione del presidio ospedaliero San Giuseppe di Copertino che, secondo il sindacato, la Regione vorrebbe smantellare.

“La scrivente O.S. Cobas Pubblico Impiego di Lecce fa presente che attualmente risulta che sia stato deciso che il reparto di ortopedia e di chirurgia non faranno più parte dell’ospedale San Giuseppe da Copertino – si legge nella missiva – Questa decisione ancora una volta mira alla chiusura dell’Ospedale di Copertino con la scusa dell’emergenza Covid-19. Quindi anche l’ultimo piano di riordino è stato cancellato, demolito, calpestato. Ancora una bugia raccontata da questa giunta regionale al bacino d’utenza dell’Ospedale San Giuseppe da Copertino, infatti già nei giorni scorsi era stata assegnata la Riabilitazione al Santa Caterina di Galatina, sottraendola al San Giuseppe. Oggi l’ultima tegola che cancellerà per sempre un glorioso ospedale ad indirizzo chirurgico che ha fatto la storia salentina”.

Le accuse sono rivolte alla Regione, rea – secondo il sindacato – di voler potenziare altre strutture ospedaliere a scapito dell’ospedale di Copertino, con l’appoggio di una politica locale considerata permissiva e priva di una tempra morale adatta a far valere le proprie posizioni. Dopo l’attacco frontale il sindacato rincara la dose e promette nuove mobilitazioni in difesa del presidio ospedaliero. “Quando andrete al punto di primo intervento, perché non esisterà più neanche il Pronto Soccorso, e per una fratturina o un mal di pancia vi metteranno in ambulanza e vi porteranno in giro per la provincia, ricordate di chi è stata la colpa: vostra, vi siete fidati e affidati alle persone sbagliate. Buona vita a voi Copertinesi e Comuni limitrofi.

Tutto il personale impiegato nell’Ospedale, i cittadini copertinesi e dei paesi limitrofi dovrebbero fare fronte comune per poter ridare dignità ad un ospedale glorioso quale quello di Copertino. Salvare e rilanciare il Presidio Ospedaliero di Copertino si può e si deve e per questo saranno intraprese azioni di sensibilizzazione della cittadinanza di Copertino e dei Comuni limitrofi. Siamo ancora in tempo!

Appena passerà l’emergenza coronavirus sarà dichiarato lo stato di agitazione e vi saranno iniziative sindacali e manifestazioni a Lecce e a Bari contro la chiusura dell’Ospedale San Giuseppe di Copertino”.



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