‘Le morti sul lavoro non possono essere una sorpresa!’ Gli auguri di Pasqua del Co.Co.Pro dell’Inail di Lecce

Nel messaggio di auguri del Presidente Donato Congedo una riflessione sull’impegno del Comitato Consultivo Provinciale dell’Inail di Lecce a favore della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Le morti bianche non possono essere una sorpresa. Il nostro impegno è per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Un messaggio di auguri che fa riflettere quello del Presidente del Comitato Consultivo Provinciale dell’Inail, Donato Congedo. Un messaggio amaro che in giorni di festa in cui si è proiettati all’apertura di uova pasquali che si spera contengano sorprese che allietano la vita, ricorda a tutti quello che ancora oggi succede con frequenza, con troppa frequenza sui luoghi di lavoro. Le tragedie che accadono, dice Congedo, frutto della scarsa sicurezza e della scarsa cultura della prevenzione, non possono essere considerate una sorpresa, ovvero un evento inatteso che coglie impreparati. Spesso si tratta di situazioni tragiche che si sarebbero potute evitare con più attenzione, con più formazione, con più informazione.

Donato Congedo

Proprio su queste direttrici vuole muoversi il Co.Co.Pro. dell’Inail il cui compito è quello di diffondere e promuovere iniziative rivolte alla cultura della prevenzione degli infortuni ed azioni a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Mai più tragiche sorprese, insomma! Bisogna continuare a diffondere i valori della prevenzione e della sicurezza attraverso la condivisione di una strategia e di un idem sentire che stanno prendendo sempre più piede nella nostra società ma che ancora non bastano. Ci vuole di più, più coraggio, più sensibilità, più visione del futuro.

Insomma un pensiero d’auguri che vuole essere un invito alla riflessione nella consapevolezza che il regalo più bello da scartare è certamente quello di un lavoro che dia stabilità, serenità, sicurezza e ove possibile anche piacere! Senza mai dimenticare, però, che non si può uscire da casa per portare il giusto sostentamento per la propria famiglia e poi non fare più ritorno per una fatalità che fatalità non è.



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