In Italia solo ad 1 studente su 5 non sono stati assegnati i compiti per le vacanze

Compiti per le vacanze sì o compiti per le vacanze no? Sembra proprio di sì per l’88% degli alunni di scuole medie e superiori.

La scuola è terminata da diverse settimane, ma i dati parlano chiaro, ‘carico pesante’ di compiti da svolgere durante le vacanze estive per l’88% degli alunni di scuole medie e superiori. Il dibattito è più che mai aperto, compiti per le vacanze sì o compiti per le vacanze no? Come a dire: correggere lacune e non disabituare allo studio anche nei mesi estivi o lasciare tutto il tempo libero per interessi personali e attività ricreative?

Il punto è che molto spesso non si tratta di una semplice rinfrescata delle nozioni, ma la stragrande maggioranza di studenti e genitori ritiene il carico di studio da terminare entro l’inizio del nuovo anno scolastico eccessivo e parzialmente invalidante per ragazzi e, di riflesso, intere famiglie, che devono portare in vacanza zaini, libri e quaderni addirittura sotto l’ombrellone.

Se da una parte, sia tra gli insegnanti che tra i genitori, si ritiene che nei mesi più caldi lo studio debba essere messo da parte per lasciare ai ragazzi la possibilità di svolgere interamente attività di svago, dall’altra prende sempre maggiormente piede l’ipotesi che, soprattutto in età adolescenziale, si debba sostenere l’abitudine all’impegno e alla responsabilità costante e non sprecare totalmente i mesi che servono da collante tra la fine del vecchio anno scolastico e l’inizio del nuovo.

Di sicuro, il tanto odiato libro delle vacanze sembra rappresentare un vero e proprio incubo per tutti quei ragazzi che lo considerano come una fastidiosa incombenza, a volte, associata anche al recupero di materie specifiche e, molto spesso, non va meglio neanche per i più piccoli e anche nell’ età puerile della scuola elementare il carico sembrerebbe essere troppo pesante, con la tendenza a stressare l’estate di intere famiglie.