Coronavirus, non finirà tutto il 3 aprile: i numeri dicono che è troppo presto

Molto probabilmente, anzi è quasi una certezza, le misure restrittive volute dal Governo per frenare la diffusione del Coronavirus saranno prorogate ben oltre il 3 aprile.

Giuseppe-Conte

Chi pensava che sarebbe finito tutto il 3 aprile si sbagliava. Delle due, una: o non ha compreso la gravità della situazione con le regioni del nord – Lombardia in primis – ormai in ginocchio e incapaci ad affrontare i numeri che crescono o, pur capendola, si era illuso che tutto sarebbe finito presto. Non è così, non sarà così.

«Andrà tutto bene» recita lo slogan per dare coraggio in questi giorni drammatici, ma bisognerà lottare ancora. La battaglia è ancora lunga e non aiutano gli irresponsabili, un piccolo esercito di 43mila persone che continua a comportarsi come se nulla fosse, quando dovrebbero mettere un freno alla diffusione del virus. Secondo gli esperti, saranno giorni, settimane decisive per invertire la curva disegnata dal numero di contagi. Stare chiusi in casa è l’unica arma per combattere questa guerra contro il ‘nemico invisibile’ e sembra funzionare come dimostrano (almeno per il momento) i casi “contenuti” del Sud che, però, deve fare ancora i conti con la ‘fuga della Lombardia’.

Anche se è impossibile fare previsioni, soprattutto quando si ha a che fare con qualcosa che non si conosce abbastanza, non è azzardato dire che l’incubo non finirà il 3 aprile. E anche se ci fosse uno ‘spiraglio’ di luce, dare agli italiani il via libera per uscire di casa a Pasqua sarebbe un suicidio sanitario.

Per questo il Governo sta pensando alla possibilità di bloccare ancora tutto per un po’, di tenere ancora le porte delle scuole e delle università chiuse. Non solo, nel nuovo decreto potrebbero essere contenute anche misure più restrittive. Quelle adottate sarebbero bastate se fossero state rispettate, ma così non è stato. E di fronte ai numeri di ieri – 475 morti in 24 ore, neppure a Wuhan nel momento più critico se ne sono contati tanti – è inevitabile pensare di ‘prorogare’ quelle regole tra cui il distanziamento sociale che, come ripetono i medici, è la chiave di tutto.



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