Crisi profonda per la Him Co, fumata nera sui negoziati sindacali

I sindacati chiedono di conoscere il piano industriale dell’azienda per comprendere meglio la portata della crisi e le prospettive future.

Nel giorno del 1° Maggio, della Festa dei Lavoratori, raccontiamo le paure di chi il lavoro rischia di perderlo a causa della crisi di un’azienda piegata dalle conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina.

Infatti la Him Co, azienda con sede a Casarano nel Salento, sta affrontando una crisi senza precedenti. Specializzata nella produzione di suole per prestigiosi marchi, l’azienda si è trovata improvvisamente senza commesse, mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro.

Nessun accordo è stato raggiunto con i sindacati riguardo agli ammortizzatori sociali e all’incentivo all’esodo, lasciando i lavoratori salentini in una situazione precaria. Le proposte presentate dall’azienda sono state considerate insufficienti e penalizzanti dai sindacati locali, portando l’intera questione al Ministero del Lavoro per un intervento risolutivo.

La crisi è stata innescata da una serie di fattori, tra cui la perdita di una grossa commessa tra maggio e luglio e l’impatto negativo del conflitto tra Russia e Ucraina sul settore del lusso, nel quale opera l’azienda. Le vendite sono in calo da tre anni, e il cambiamento dei modelli di business ha ulteriormente complicato la situazione, mettendo in crisi aziende come la Him Co, che gestiscono integralmente il processo produttivo.

Una proposta di contratto di solidarietà, che avrebbe implicato una riduzione del salario per evitare i licenziamenti collettivi, è stata respinta dai sindacati a causa della differenziazione nel peso del sacrificio richiesto ai dipendenti di Casarano rispetto a quelli di Fossò, nel Veneto, altra sede produttiva dell’ azienda. I sindacati chiedono, inoltre, di conoscere il piano industriale dell’azienda per comprendere meglio la portata della crisi e le prospettive future.

Anche l’incentivo all’esodo proposto dall’azienda è stato considerato inaccettabile dai sindacati, poiché prevedeva compensazioni economiche insufficienti e deroghe che limitavano i diritti dei lavoratori.

La situazione rimane dunque incerta, con centinaia di posti di lavoro a rischio e un’azienda che lotta per sopravvivere in un mercato sempre più competitivo e volatile. Si spera che un intervento da parte delle istituzioni possa contribuire a trovare una soluzione equa ed efficace per tutte le parti coinvolte.



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