Spesa in un altro comune? I sindaci in disaccordo. Pedone scrive al Prefetto: “Faccia Chiarezza”

È partita la polemica tra Lecce e Cavallino che hanno interpretato il DPCM del 26 aprile in maniera opposta. Il Sindaco di Lizzanello scrive al Prefetto.

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Sono ore intense che segnano una trepidante attesa dell’inizio della ‘cosiddetta’ fase due. Tra i mille dubbi che il DPCM del 26 aprile ha lasciato dietro di sé, non mancano nemmeno le polemiche. A destare l’attenzione, tra le altre cose, è la possibilità di fare la spesa in un comune diverso da quello di residenza: non sembra del tutto chiaro, al momento, se i cittadini potranno lasciare il territorio comunale per recarsi.

Nel dubbio, è arrivata la presa di posizione di due sindaci che hanno interpretato il decreto in maniera opposta. Si può fare la spesa, dunque, in un comune diverso dal proprio? A questa domanda il Primo Cittadino di Lecce Carlo Salvemini ha risposto affermativamente, menzionando che nel DPCM non c’è più il riferimento al divieto di spostamento dal territorio comunale. Opposta è stata la risposta del sindaco di Cavallino Bruno Ciccarese, che ha optato per una linea più dura.

Nella questione interviene anche il sindaco di Lizzanello e Merine Fulvio Pedone che ha deciso di indirizzare queste perplessità al Prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta, nella speranza di avere dei chiarimenti definitivi. “Come Le sarà noto – si legge nella lettera – la presa di posizione del sindaco di Lecce, che personalmente condivido, ha avuto un effetto destabilizzante nei confronti dei miei concittadini, i quali ritenendo fondata la valutazione di Salvemini, pretendono di potersi spostare fuori comune per fare la spesa”.

“Le ricordo che il territorio comunale che amministro, pur avendo un tessuto commerciale altamente qualificato e produttivo, caratterizzato da un pregiatissimo patrimonio di negozi di vicinato, i cui titolari stanno dimostrando ampia generosità, è totalmente privo di esercizi commerciali discount e di grande distribuzione”.

Fuori dal proprio comune per necessità?

“È evidente, inoltre, che, se la fase due -come si legge nella norma- ha escluso le precedenti limitazioni di spostamento fuori dal territorio comunale, dal 4 maggio risultano essere consentiti gli spostamenti fuori dal proprio domicilio, quindi anche dal proprio comune per necessità di spesa”.

“A questa interpretazione si è opposta, quella particolarmente restrittiva pubblicata dalla polizia locale di Cavallino, competente per territorio nel controllo degli accessi alla Conad, centro commerciale abitualmente frequentato da lizzanellesi ed ubicato a circa un chilometro dal nostro centro urbano”.

“La Polizia Locale del vicino- e storicamente ‘amico’ – comune di Cavallino, già distintasi per attività repressive oltremisura, soprattutto da parte di un operatore, ha dichiarato di sanzionare gli spostamenti per necessità di spesa, se la spesa non interessa prodotti non altrimenti reperibili sul territorio comunale di appartenenza”.



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